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LUmagazine

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Edoardo Bennato sarà ospite di Leo Gassmann sul palco del Festival Sanremo, il 10 febbraio, insieme al Quartetto Flegreo: «Con Leo Gassmann c’è stata una buona intesa fin dal primo momento, quando, qualche anno fa, ci incontrammo in un concerto (IMAGinACTION, Festival internazionale del videoclip, ndr) nell’area dell’aeroporto di Forlì. Spesso parliamo di problemi geopolitici e di ecologia. Recentemente abbiamo inciso insieme un brano che si chiama Io vorrei che per te che recita: “Finché nel cielo c’è il sole, finché nell’aria c’è il vento, non resteremo mai al buio e nessun motore sarà spento”. Siamo perfettamente consapevoli che non si può cambiare il mondo con le canzonette; però con Gassmann c’è stima reciproca, per cui quando mi ha invitato a partecipare con lui nella serata degli ospiti al festival ho accettato».

Ditonellapiaga, dopo la partecipazione alla 72esima edizione del Festival di Sanremo insieme a Rettore con il brano “Chimica”, torna al Teatro Ariston ospite dei Colla Zio, con cui nella serata dei duetti, venerdì 10 febbraio, canterà “Salirò” di Daniele Silvestri, in una versione inedita prodotta da Giorgio Pesenti (okgiorgio) e arrangiata per l’orchestra dal Maestro Carmelo Patti.

Da Sanremo a Sanremo si chiude per Margherita Carducci un anno pieno di successi che l’hanno consacrata come una delle voci più interessanti della musica italiana.

“Salirò è un pezzo incredibile - racconta Margherita - sono cresciuta ascoltandolo e ballandolo in cucina con il disco di Silvestri a palla nello stereo. Solo da più grande ne ho capito la complessità armonica, cantarlo è proprio una goduria e farlo insieme ai Colla zio è davvero un’iniezione di “presa  bene”. Abbiamo legato da subito, mi hanno accolta come loro Fergie, sul palco ci sarà da divertirsi.”

Ebbene sì, le voci erano vere – affermano i Colla Zio - con noi durante la serata delle cover ci sarà Ditonellapiaga. Con lei canteremo Salirò di Daniele Silvestri, un brano che è rimasto nella memoria di tutti da quell’iconico Sanremo 2002. Margherita è un’artista che abbiamo seguito molto quest’anno e l’abbiamo accolta subito nella Colla: la sua vocalità, il suo carisma, la sua ironia raffinata sono perfetti per il brano, abbiamo scoperto di essere molto affini e siamo pronti a sedurvi sul palco”.

“Muschio Selvaggio” si trasferisce a Sanremo per seguire dal vivo la kermesse musicale più attesa dell’anno, il Festival di Sanremo. In collaborazione con le direzioni Intrattenimento Day Time e Rai Play e Digital, il podcast andrà in onda per la prima volta in televisione, in esclusiva su RAI 2 per 15 minuti alle 18:45 tutti i giorni, dal 7 all’11 febbraio (per un totale di cinque puntate).

La puntata, nella versione integrale da 40 minuti circa, sarà poi disponibile sulle piattaforme di streaming Rai, RaiPlay e RaiPlay Sound, a partire dalle ore 19:00. 

Muschio Selvaggio, il podcast ideato da Fedez e Luis Sal che conta 1,11 milioni di iscritti e oltre 177 milioni di visualizzazioni, arriva per la prima volta in televisione. I due conduttori cureranno la striscia quotidiana, al tavolo di Muschio Selvaggio si alterneranno ogni giorno ospiti diversi per raccontare il Festival, i retroscena e le sue innumerevoli curiosità.

 

Bob Sinclar è tornato! La sua nuova canzone "Adore", disponibile in radio e in digitale dal 27 gennaio, è pronta a conquistare tutti i dancefloor del mondo.

Bob Sinclar ha dichiarato: "Volevo tornare con una traccia più orientata ai DJ/Club e questo sarà il mio obiettivo principale per il 2023. "Adore" è un brano progressive/house intenso e attuale, basato su un campione vocale degli anni '60. Per me il passato è sempre il futuro, ho sempre cercato di trovare il campione giusto e di ricreare intorno ad esso un groove ed una sonorità adatta per introdurlo nel mio mondo".

Sequel è il nuovo singolo di Azzena, presentato nel primo live del 2023 presso il locale Casa Matilda a Milano, il 20 gennaio. Un pop frizzante e contemporaneamente romantico e nostalgico per un brano che parla al passato ma allo stesso tempo al presente.

Il videoclip, diretto da Simone Conte, evidenzia, attraverso dettagli visivi, la contrapposizione tra passato e presente. Racconta la difficoltà di un ragazzo che rappresenta la generazione Y ad adattarsi a un contesto estremamente innovativo e tecnologico, che a volte lascia poco spazio alle emozioni e alla loro genuina manifestazione.

Azzena ci regala immagini delicate e al contempo ricche di significato che raccontano quanto sia stato difficile aver avuto dei grandi riferimenti artistici sostituiti troppo velocemente da un presente che richiede di “sentire” ed esprimersi in maniera diversa.

Sequel si rivolge in particolare a quella generazione cosiddetta Y (o Millennials) che si è trovata nel bel mezzo di un cambiamento sociale, economico e tecnologico, inevitabile e non sempre sinonimo di un miglioramento.

Con il brano di Azzena sembra di rivivere la nostalgia per tutto quello che ci faceva ridere e vivere con serenità. Persino quelle imperfezioni che appartengono a una vita più umana e forse più sincera, oggi assumono un tono che ci piace rievocare: a cominciare dalle foto sfocate fino ai dischi graffiati e ai lettori cd mal funzionanti. Tutte realtà che abbiamo ormai dimenticato, presi come siamo da un mondo che va talmente veloce da non lasciare nemmeno il tempo di riflettere su ciò che davvero ci faccia progredire.

Il brano è stato scritto dallo stesso Azzena con Nicola Lombardo per l’etichetta Moovon. La direzione artistica è stata curata da Fabrizio Cit Chiapello del Transeuropa Recording Studio. Il mastering è a cura di Energy Mastering e la produzione esecutiva e Management è a cura di Renata Ercoli.

Dichiara Azzena: “Da sempre l’uomo trae esperienze dal passato per comprendere meglio il presente: nonostante ciò, i giovani d’oggi non sanno cosa sia “ieri” e nemmeno cosa sia “oggi”, non riuscendo così a cogliere il buono che la generazione precedente ha offerto in termini di valori”.

Emerge un rimpianto verso quella comunicazione che si poteva trovare anche nei testi di alcune canzoni, sostituita da un presente perpetuo fatto di superficialità e di priorità molto lontane da quelle del passato. Nonostante oggi comunicare risulti più semplice grazie a un maggiore utilizzo e una maggiore familiarità con le varie tecnologie digitali, il contenuto che offrono è povero di motivazioni ma ricco di facili ambizioni.

Aggiunge Azzena, gettando una luce di speranza sulla questione: “Ci sono visioni del mondo profondamente diverse tra loro, a causa del cambio generazionale, ma con punti di incontro incredibili anche se a volte difficili da vedere. Spesso il tabù di una generazione può essere il trampolino di lancio per un'altra. Credo sia arrivato il momento di accorgercene una volta per tutte e fare nostro questo monito”.

È online il video del nuovo singolo di Deddy “Casa Gigante”. Il brano è scritto dallo stesso Deddy e prodotto da Okgiorgio, storico produttore dei Pinguini Tattici nucleari.

Il video racconta i momenti più belli dello street tour con una “casa” itinerante che il giovane cantautore ha intrapreso dal giorno dell’uscita del singolo, il 13 Gennaio e ha toccato le principali piazze italiane tra Napoli, Roma, Bologna, Milano e Torino.

In questi appuntamenti è come se avesse invitato i fan ad entrare in casa sua: con un divano, una lampada e una chitarra ha coinvolto le persone presenti nell’ entrare nel messaggio della canzone.

La casa gigante non ha pareti e non ha limiti ma è dove c’è il calore delle persone e della musica, ed è lì tra le persone care che Deddy racconta realtà e fragilità ma anche tante verità in un clima di convivialità.

Pioggia di vip a Roma per la presentazione in anteprima mondiale di Age Reverse, una nuova apparecchiatura di ultima generazione unica al mondo per il ringiovanimento della pelle del viso, presto disponibile nei migliori centri estetici Guinot e Mary Cohr.
 
A far gli onori di casa, assieme a Edouard Falguières, Direttore generale mondo Guinot-Mary Cohr, ci ha pensato Gianluca Mech, divulgatore scientifico e fondatore di Tisanoreica, che ha accolto gli ospiti in una sala esclusiva del Baglioni Hotel Regina della Capitale. Oltre ad una nutrita rappresentanza di dirigenti nazionali e internazionali della Gianluca Mech SpA e Guinot Sas, numerosi i beniamini del mondo dello spettacolo intervenuti che hanno voluto provare in prima persona, sulla propria pelle, gli effetti di Age Reverse: Manuela Arcuri, Jane Alexander, Fanny Cadeo, Veronika Logan, Sergio Arcuri, Gianna Orrù e Fioretta Mari accompagnata dalla figlia Ida Elena De Razza.
 
Sono davvero felice di presentare in anteprima mondiale Age Reverse” ha commentato Gianluca Mech, aggiungendo: “Un nuovissimo apparecchio ad alta tecnologia grazie al quale non solo riusciamo a cancellare i segni dell’età ma anche a rendere la pelle più giovane”.
 
Una novità, quella di Age Reverse, che presto sbarcherà anche in Italia grazie alla partnership tra Guinot Sas, una delle aziende di cosmetica più importanti del mondo per quanto riguarda l’estetica professionale, e Gianluca Mech SpA: collaborazione che vede l’azienda vicentina nella veste di nuovo distributore per l’Italia. Le formule dei prodotti Guinot, Mary Cohr, Masters Colors sono conservate senza parabeni, non contengono oli minerali o fenossietanolo e i principi attivi utilizzati sono derivati da piante senza OGM. Con i suoi metodi di produzione, inoltre, Guinot Sas rispetta l'ambiente e non esegue i test dei prodotti sugli animali.

Da mercoledì 11 gennaio torna su Rai2, per un’ultima emozionante stagione, "La Porta Rossa 3", ideata da Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi. Dopo il successo della prima (2017) e della seconda serie (2019), quattro nuove prime serate per accompagnare il pubblico verso il gran finale. ‘La Porta Rossa’ è una coproduzione Rai Fiction - Garbo Produzioni, con la regia di Gianpaolo Tescari.

Sono passati tre anni da quando Vanessa (Valentina Romani) se n’è andata via con Federico (Carmine Recano) senza voltarsi indietro, lasciando Cagliostro (Lino Guanciale) intrappolato tra la vita e la morte. Oggi la ragazza frequenta un’università in Slovenia, il Centro Studi di Parapsicologia.

Cagliostro ha rotto ogni rapporto con lei e, quando Eleonora (Cecilia Dazzi) chiede il suo aiuto per liberarla dalle influenze di quel posto misterioso, lui si rifiuta. Anna (Gabriella Pession) sta per lasciare la città, ha vinto un concorso come giudice a Siena e spera finalmente in un nuovo inizio per lei e sua figlia. Il commissario Paoletto (Gaetano Bruno) si trova ad affrontare, allo stesso tempo, i problemi della città e un mistero affettivo: nonostante il loro rapporto sembrasse andare a gonfie vele, Stella (Elena Radonicich) gli ha chiesto una pausa ed è scomparsa. Una notte, durante un corteo di protesta contro una centrale elettrica ad alto impatto ambientale - che vede coinvolto anche Filip (Pierpaolo Spollon) - la città di Trieste precipita nell’oscurità. Tra gli inconvenienti del grande blackout c’è anche un brutto incidente stradale: un veicolo finisce fuori strada andando a fracassarsi in una scarpata. La persona che era alla guida muore. Si tratta di una morte destinata a cambiare le sorti di tutti i personaggi e a portarli – per l’ultima volta – a indagare insieme con sviluppi drammatici e imprevedibili. Anna e Paoletto da un lato; Vanessa e Cagliostro dall’altro, ma con una grossa novità: in questo caso entrambi potrebbero essere colpevoli. Sospetteranno l’uno dell’altra, mentre cercano di capire quale sia l’invisibile ma fortissimo filo che li lega da sempre. Riusciranno a scoprirlo? E alla fine riuscirà Cagliostro a varcare la Porta Rossa?

 

Pelé, la leggenda del calcio mondiale, scompare all'età di 82 anni. Era ricoverato dallo scorso 29 novembre all'Albert Einstein di San Paolo, in Brasile, per una infezione respiratoria dopo aver contratto il Covid-19 e per la progressione del tumore al colon.

"Tutto ciò che siamo, è grazie a te. Ti amiamo infinitamente. Riposa in pace". Così, aggiungendo l'emoticon di due cuori e una foto delle sue mani 'intrecciate' con quelle di sorelle e nipoti, la figlia di Pelé, Kely Nascimento annuncia su Instagram la morte del padre.

'O Rei', come lo soprannominarono estasiati i suoi connazionali brasiliani, lascia la moglie Nomi Aoki e sette figli.

Se il calcio non si fosse chiamato così avrebbe dovuto avere come nome Pelé, scriveva Jorge Amado. E ora che Pelé non c'è più, portato via da un tumore più feroce dei tanti mediani che lo hanno picchiato in campo, con lui se ne va anche una parte importante di questo sport, quella a misura d'uomo e di campione che ha caratterizzato il ventesimo secolo. Un monarca illuminato che in una vita da copertina ha regalato record (unico calciatore a vincere tre mondiali, il primo a 17 anni, 1279 reti segnate in carriera) e soprattutto sogni. 

E' disponibile in libreria Aria d’estate, il terzo attesissimo romanzo di Pier Vincenzo Gigliotti, edito da La Rondine.

Nella cornice dell’Italia degli anni Settanta, Aria d’estate racconta un viaggio lungo una vita; un viaggio costellato di prime volte, vissute con l’entusiasmo tipico dei giovani, ma anche di momenti duri, che insegnano a crescere. I temi della discriminazione e della violenza, in un ambiente scolastico retaggio di un’epoca in cui l’educazione andava di pari passo con l’austerità, sono trattati da Pier Vincenzo Gigliotti con una penna delicata. L’autore si pone nei panni di tutti quei bambini che hanno vissuto le stesse esperienze per tutti i Claudio, i Giacinto, le Giorgia, i Giovanni, perché non riaccada, per non dimenticare. Giovanni è un bambino come tanti: passa le sue giornate a rincorrere un pallone sgonfio, in un tempo in cui non ci sono social e le vetrine dei negozi mostrano i walkie-talkie al posto degli smartphone. Ben presto, si trova a fronteggiare la prima delle tante sfide che la vita gli porrà davanti: la scuola elementare. Tra quei banchi, insieme ai suoi compagni, scoprirà l’importanza dei legami affettivi e dell’altruismo, in un mondo in cui non tutto va come dovrebbe.

“L’avevo in mente da tanto tempo, come tutti i miei libri. Questo è il terzo e forse quello che avrei voluto scrivere per primo, ma essendo il più intimo era anche il più difficile da affrontare. Una tessera di un puzzle che non riuscivo a comporre per il quale ho avuto bisogno di tempo: un tassello importante per raccontare quella scuola che ho sempre mal sopportato e patito. Alcuni dei miei compagni hanno avuto delle conseguenze forti e conservo, scolpiti nella mia mente, ricordi che ho voluto condividere. Nonostante tutto, quello che vince è l’amore. Perché guarisce qualunque cosa e forse, è stato proprio il sentimento che ci ha aiutati a diventare grandi. Ho lasciato che venisse fuori la mia vena romantica mista al mio grande entusiasmo. Era da tempo che desideravo scriverlo e ad un certo punto è diventato urgenza. In quattro anni ho scritto tre libri, rubando ore al sonno, la notte. Aria d’estate, mi ha impegnato sedici mesi in cui ho intrapreso un lungo viaggio a ritroso, nei ricordi. La scrittura è terapeutica per me - conclude Pier Vincenzo Gigliotti - mi aiuta a tirare fuori quello che ho dentro, superando anche la mia timidezza. Volevo raccontare una storia duratura, positiva, che grazie alla condivisione trovasse soluzione nella felicità”.

Dopo Radici nel Vento (2019), L’anno più bello (2020), con Aria d’estate Pier Vincenzo Gigliotti conferma la sua attitudine a scrivere della vita e delle sue tante sfumature, i giorni difficili e quelli che ci fanno sentire invincibili. Il valore aggiunto di questo romanzo è che non lascia l’amaro in bocca, ma anzi, ci regala una visione positiva e la speranza che anche una scuola talvolta inadeguata, possa comunque essere luogo d’incontro e crescita. Questo libro si propone di fare memoria di quello che la scuola è stata, perché solo conoscendone i limiti, possiamo far sì che possa essere sempre migliore, capace di crescere con i nostri ragazzi, dialogando con loro ed il mondo che cambia.

Perché alcune cose non accadano mai più,

e tante altre invece possano ancora

continuare a sorprenderci.

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