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LUmagazine

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Milano - E' disponibile, da venerdì 28 aprile, su tutte le piattaforme il videoclip di Il coraggio di chiamarlo amore, per la regia di Leandro Manuel Emede e Nicolò Cerioni. Il brano, scritto da Enzo Campagnoli, Tano Campagnoli e Mario Guida è contenuto nell’Album La mia vita è un film  (55 anni di musica) – 2021, distribuito da Believe digital Italia (digitale) e da Self Distribuzione (fisico).

Il coraggio di chiamarlo amore ha come focus il tema difficile e delicato della violenza sulle donne, quella fisica, psicologica e sociale subìta ancora oggi dai propri mariti, compagni, fidanzati che cercano di annientarne l’esistenza, considerandole una proprietà, un oggetto di cui avere esclusivo dominio.

Orietta Berti che ha interpretato l’amore in tutte le sue forme, con la sua sensibilità di donna, madre, moglie e nonna, prima ancora che artista, ha scelto di dare voce a coloro che voce non hanno, perché sappiano di non essere sole e possano ritrovare la forza e la speranza di ricominciare:

“Un argomento sempre attuale, perché, nonostante tutto, l’uomo violento, purtroppo, esisterà sempre. Ogni anno – aggiunge Orietta - aumentano le denunce e le morti violente per mano di fidanzati, compagni, mariti. Tante sono ancora le donne che non hanno il coraggio di parlare e nascondono i soprusi per paura e per difendere i propri figli, succubi di una società che tutela ancora troppo poco le madri, le donne.

Per denunciare è necessario avere delle ferite visibili, ma è più difficile mostrare le ferite psicologiche, quelle che rimangono per sempre. È un messaggio che non è una novità, ma credo sia una responsabilità per chi come me ha la possibilità di “alzare” la voce, farlo. Non è mai abbastanza. Il coraggio di chiamarlo amore racconta di quando non è più amore, ma una prigione che priva la donna del diritto fondamentale alla vita. Nessuno può girare la faccia dall’altra parte fingendo di non vedere, divenendo, così, complici della violenza”.

Il videoclip, con i ballerini del Modulo Academy, Carolina Gorni, Francesca Goldoni, Claudia Alfinito, Laura Tassara, Matilde Corradi, Beatrice Carboni ed Ernesto Vladimir Villanueva Chavez, essenziale e delicato sottolinea la disperazione nelle sue tante forme, con una gestualità che ne descrive le ferite profonde. Il muro sullo sfondo, si confonde con gli abiti color carne mettendone idealmente a nudo i corpi in una danza che diventa racconto e denuncia.

Questo brano, tra quelli scelti per la partecipazione a Sanremo 2021 di Orietta Berti, al quale venne poi preferito Quando ti sei innamorato dallo stesso Amadeus, è una delle tante canzoni contenute nel Cofanetto La mia vita è un film (55 anni di musica) – 2021, dove l’artista canta l’Amore declinato in tutte le sue forme e sfumature, da quello passionale che dura tutta una vita, l’amore controverso fatto di alti e bassi e quello vissuto a distanza, l’amore per un figlio che fatica ad accettare e dichiarare la propria identità ma anche l’amore onesto, leale, disinteressato e incondizionato che un cane può provare per il proprio padrone/amico, l’amore per la propria famiglia o il ricordo del primo indimenticabile amore. Il coraggio di chiamarlo amore è quello violento che una donna, spesso fatica a lasciarsi alle spalle, proprio per la sua grande capacità di amare…

 

Il coraggio di chiamarlo amore

non me lo so spiegare

tu reciti un copione

di sole parole

più false di te...

il coraggio di chiamarlo amore

mi perdo in fondo al mare

cercando un’illusione

la mente ragiona

il cuore non so

“Metew zot doubout” è il primo singolo estratto dal nuovo disco di Ella Armstrong “Simply no age”. Il brano, in rotazione radiofonica in vari paesi del mondo, è accompagnato da un videoclip disponibile, da oggi, su YouTube.

Dopo anni intensi di live in giro per il mondo e a distanza di circa 14 anni dal suo ultimo album, Ella torna sulla scena musicale con un progetto discografico inebriante che mette in risalto le peculiarità di una grande personalità artistica.

“Simply no age” spazia tra sonorità africane, jazz e blues, accompagnando l’ascoltatore in un percorso emozionale.

L’ EP, distribuito da “Top Records e Carmine Nappi Project”, racchiude cinque brani (Metew zot doubout; Ricordati; Madinina; Fede; Blues créole) e sostiene il progetto “Africa”, iniziativa di beneficenza legata ai bambini, che l’artista porta avanti da tempo con orgoglio ed impegno. 

Ella Armstrong ha dichiarato: “Il nuovo disco è frutto delle energie positive, delle esperienze vissute, della stima e dell’affetto ricevuto. Per anni mi sono esibita in giro per il mondo ed ho avvertito l’esigenza di omaggiare il pubblico con un lavoro capace di raccontare, attraverso suoni e testi, una parte di me. Questo è stato possibile grazie al sostegno della mia band (Marco Mantovanelli, pianoforte; Nicolò Salis, batteria; Massimo Gaudiano, basso; Daniele Antonucci, chitarra; ma anche grazie alla collaborazione di Carmine Pascarella (tromba), Antonio Bocchino (sax) e Isaac Lobo (percussioni ed effetti sonori), che ha duettato con me nella canzone “Ricordati”. La realizzazione del disco certifica un grande lavoro di squadra coadiuvato magistralmente da Marco Mantovanelli che ha curato diligentemente gli arrangiamenti dei brani. “Simply no age” vuole essere un incentivo a vivere la vita con entusiasmo, a rendere bella la propria esistenza grazie ai doni ricevuti. Dio non abbandona mai nessuno ed è questa consapevolezza che deve spingere l’uomo ad andare avanti e a guardare il futuro con fiducia. La musica ha un grande potere e, in questo caso, spero possa essere anche strumento di educazione e di speranza”.

Ella Armstrong, prossimamente, incontrerà il pubblico in alcuni appuntamenti instore per presentare il suo Ep.

 

 

“Capirai 

serve sempre un po’ di tempo

ti darai l’appuntamento

e quel giorno riderai”.

 

Il Liga è tornato! Venerdì 28 aprile esce "Riderai" (Warner Music Italy), il nuovo singolo di Luciano Ligabue, scritto e prodotto dal rocker insieme a Fabrizio Barbacci. "Riderai" anticipa l’album di inediti in uscita in autunno.

In occasione dell’uscita, Ligabue ha annunciato due concerti a sorpresa nei club di Roma e Milano per presentare il brano live in anteprima: giovedì 27 aprile al Largo Venue di Roma e venerdì 28 aprile ai Magazzini Generali di Milano.

I biglietti per questi due appuntamenti sono disponibili in prevendita su Ticketone.

I due concerti nei club saranno anche l’occasione per “scaldare i motori” in vista dei due imperdibili eventi negli stadi che vedranno Luciano Ligabue protagonista nel mese di luglio: il 5 luglio allo Stadio G. Meazza di Milano e il 14 luglio allo Stadio Olimpico di Roma.

I biglietti per gli eventi negli stadi, prodotti e organizzati da Friends&Partners e Riservarossa, sono disponibili in prevendita su Ticketone, Ticketmaster e nelle prevendite abituali.

Torna il Concorso Pitch Trailer nell'ambito del Trailers FilmFest di Milano, il festival dei trailers cinematografici diretto da Stefania Bianchi che si tiene, per la XXI edizione, dal 25 al 27 ottobre 2023. Primo festival a creare un concorso per idee di film da realizzare, il Trailers FilmFest lancia la quindicesima edizione del concorso Pitch Trailer.
iscrizione gratuita, novità assoluta in Italia, il concorso è ideato e organizzato dall'Associazione Seven con l'obiettivo di offrire uno spazio alle idee degli autori indipendenti, incarnando pienamente la vocazione del Trailers FilmFest di sperimentare i nuovi linguaggi cinematografici, per dare un'opportunità unica a tutti coloro che vogliono promuovere, attraverso un trailer, l'idea di un film ancora da realizzare.

Possono partecipare tutti i trailer, tratti da sceneggiature di film ancora da realizzare della durata minima di 60 secondi e della durata massima di 200 secondi, girati con ogni mezzo. Per i pitch trailer in lingua straniera sono obbligatori i sottotitoli in italiano. L'invio dei video deve avvenire entro e non oltre il 31 luglio 2023 e come formati possono essere inviati .mov o .mp4, in HD con risoluzione minima 1920x1080, corredando il tutto con una sinossi in formato pdf. Il regolamento completo e le modalità di iscrizione sono sul sito del festival www.trailersfilmfest.com, alla sezione Professional - Concorso Pitch Trailer 2023.

Una giuria di cinque esperti, scelti tra produttori e distributori cinematografici, decreterà quindi tra i migliori 10 Pitch (pre-selezionati dal comitato del festival) il Miglior Pitch Trailer, che sarà premiato in una delle serate Première del festival. I 10 Pitch Trailer in competizione saranno pubblicati sul sito del festival, sul canale Youtube IlTrailersFilmFest, sulle pagine facebook e instagram del festival e verranno proiettati nell'ambito della sezione TrailersProfessional del festival.

 

Caterina Balivo, ospite del programma di Rai1 "Da noi... a ruota libera" condotto da Francesca Fialdini, si racconta tra vita professionale e privata e si sofferma in particolare sulla sua grande passione per il calcio e la squadra del Napoli.

Tifare Napoli è molto glam e il mio tifo per questa squadra è incondizionato da sempre, al punto che se dovesse vincere lo scudetto giuro che farò la pizza in piazza”.

Dopo il grande successo ottenuto a dicembre 2019 con il teatro in diretta televisiva, che ha conquistato pubblico e critica, torna con un programma di Rai Cultura, Vincenzo Salemme, uno tra i più importanti esponenti del teatro italiano, degno erede della grande tradizione "scarpettiana".

Lunedì 17 aprile, alle 21.20, su Rai2, in diretta dall’Auditorium Domenico Scarlatti della sede Rai di Napoli, il commediografo e regista Vincenzo Salemme porta in scena "Napoletano? E famme ‘na pizza": un viaggio negli stereotipi e nei luoghi comuni partenopei più duri a morire. Una serata evento che offrirà ai telespettatori e al pubblico in sala la possibilità di godersi il "reality del teatro": la magia dell’interpretazione dal vivo in tv.

"Napoletano? E famme ‘na pizza" è una delle pièce teatrali più viste negli ultimi due anni con 200 mila spettatori e 180 repliche in 25 città nel nostro Pease. Nasce dall’ultimo libro di Salemme, uscito agli inizi di marzo 2019 e il titolo fa riferimento a una battuta di una sua commedia teatrale, "E fuori nevica", nella quale uno dei personaggi chiede al fratello di dimostrare la sua presunta napoletanità facendogli una pizza.

Lo spettacolo racchiude due delle opere più amate dall’attore: "Una festa esagerata" e "Con tutto il cuore" per un incastro perfetto di vicende e di storie, rappresentate su una terrazza che si affaccia sul fondale del Vesuvio, spazio nel quale Salemme intratterrà il pubblico con i suoi divertentissimi monologhi, su usi, costumi, vizi e virtù dei napoletani.

E sì, perché ogni napoletano che si rispetti deve saper fare le pizze, cantare, essere sempre allegro, devoto a San Gennaro e amare il caffè bollente in tazza rovente e il ragù di mammà.

Vincenzo Salemme negli ultimi 20 anni ha saputo interpretare in maniera eclettica i vari sentimenti della vita, attraverso personaggi dalle sfaccettature diverse. Non c’è sua opera, sia essa teatrale, cinematografica o narrativa, che non si cali nell’atmosfera del Golfo e che non ce ne trasmetta i colori vividi, la filosofia, il modo di intendere la vita.

"Napoletano? E famme ‘na pizza", vuol essere un omaggio al pubblico che ha seguito fedelmente Salemme nei suoi 50 anni di carriera e a chi ha voglia di approfondire o conoscere la sua arte. È un modo per tornare a ridere ed emozionarsi tutti insieme con lo stesso sentimento di speranza nel futuro. Un futuro che, nel caso di questo spettacolo, non dimentica le belle tradizioni del passato ma ne fa un volano per immaginare un viaggio in avanti, un cammino libero e allegro verso il domani.

"Napoletano? E famme ‘na pizza", prodotto da "Chi è di scena" per Rai Cultura, è scritto, diretto ed interpretato da Vincenzo Salemme con (in ordine alfabetico): Vincenzo Borrino, Sergio D’Auria, Teresa Del Vecchio, Antonio Guerriero, Fernanda Pinto. Scene e costumi Francesca Romana Scudiero. Musiche Antonio Boccia. Curatrice Giulia Morelli, produttrice esecutiva Serena Semprini. Coordinamento editoriale Felice Cappa. Regia televisiva di Barbara Napolitano.

Marco Germani è tornato sulla scena musicale con la pubblicazione del brano "Time Collapse", realizzato in doppia versione (strumentale e con una parte recitata dal duo folk Stellerranti). L'opera trae ispirazione dalle colonne sonore dei grandi lungometraggi di fantascienza classici e contemporanei e si collega come mood alle atmosfere di "Limbo Neutrale Regressione", secondo romanzo fantastico/distopico scritto dal talentuoso artista. 

Marco, come è avvenuto il processo esecutivo di "Time Collapse"?

Volevo creare un brano utilizzando parecchie librerie sonore ed effetti orchestrali come per creare una soundtrack, poi ho deciso di aggiungere delle parti di chitarra ritmica molto prog-metal e alla fine ho creato varie strutture che sono elaborazioni l'una dell'altra un po' come per una suite.

Del brano “Time Collapse” è stata realizzata anche una versione con la partecipazione, recitata, dal duo folk Stellerranti. Cosa ti ha spinto ad effettuare questa scelta stilistica?

Temevo che il brano completamente strumentale fosse solo per intenditori. Confrontandomi con il duo Stellerranti abbiamo trovato una soluzione inserendo diversi recitati in modo da stimolare la curiosità e, poi, alla fine ho tenuto entrambe le versioni.

Quando e come è avvenuto il tuo incontro con la musica?

Ho iniziato a suonare all'età di nove anni perché un mio amico andava a lezione di chitarra classica. Il nostro maestro fu così intelligente da farci suonare insieme dei duetti e portarci dal vivo come opening a concertisti bravi e diplomati; per noi era un gioco ma lo prendemmo molto seriamente, questo mi fece capire l'importanza della musica come mezzo di socializzazione. Poi, con gli anni, sono passato al mondo delle band e della musica rock e ho ritrovato la stessa motivazione; la musica è diventata un lavoro quando, a vent'anni, ho iniziato a insegnare e ho capito quanto per le persone fosse uno svago e un elemento importate nella loro vita.

Hai una vasta conoscenza ed esperienza musicale, qual è il genere a te più affine?

Credo l'alternative rock, l'industrial e il prog rock, ma anche le soundtrack. Mi piace la musica ricercata anche se si tratta di canzoni e tutti quegli artisti e band che hanno un loro segno distintivo sia come sonorità che come composizione. In qualsiasi caso, tento sempre di approcciarmi a più generi in modo da scoprire altri linguaggi. Penso, comunque, che lo studio ti possa portare a suonare bene tutto una volta che hai le nozioni e la tecnica necessaria.

Dove trai ispirazione per le tue composizioni?

Spesso da artisti che mi piacciono, da un riff nato per caso, o mettendo le mani su uno strumento o un sintetizzatore, tutto può portare a un risultato. In genere sviluppo un'idea buona e la affianco a diverse altre, poi propongo il materiale a diversi collaboratori come cantanti o strumentisti.

Ripercorrendo gli anni dedicati alla musica, quali sono le mete raggiunte che ritieni fondamentali per l’evoluzione della tua carriera?

Il poter esercitare la professione di musicista, soprattutto insegnando. Avere delle situazioni e dei progetti stabili con i quali poter suonare dal vivo e confrontarmi con il pubblico e non ultima la capacità di poter creare qualcosa di interessante frutto del mio ingegno e della collaborazione con altri artisti.

Nel corso del tuo percorso artistico hai pubblicato due romanzi “Limbo Neutrale” e “Limbo Neutrale Regressione”. La scrittura, come la musica, ha delle proprietà terapeutiche?

Sicuramente hanno la capacità di farti immergere nel tuo mondo e di creare una realtà alternativa. Posso metterti in discussione come anche darti grandi soddisfazioni. Scrivere un romanzo è molto impegnativo perché ci vuole molto tempo per far funzionare la trama e i vari personaggi; lo trovo molto simile allo scrivere un album concettuale, mentre con la musica si possono scrivere anche canzoni singole e con una forma semplice. Le due cose possono comunque far parte di un unico progetto come per “Limbo neutrale”, in questo caso ci vogliono veramente molto tempo e dedizione.

Quali sono le sensazioni che avverti quando calchi un palcoscenico?

Dipende da cosa propongo e dove mi esibisco, nei locali c'è il contatto diretto con il pubblico quindi è divertente poter scherzare e chiacchierare liberamente; a teatro bisogna essere più concentrati perché bisogna mettere in piedi uno show e le persone sono sedute e si aspettano qualcosa di interessante; nelle piazze è più o meno come in teatro ma bisogna proporre qualcosa di ancora più dinamico ed esagerato, quindi ci vuole anche della fisicità. Anche la dimensione acustica è interessante perché più intima come sonorità, ma bisogna saperla rendere non noiosa, diciamo che si deve essere abili a capire il momento.

Quanto sei cambiato dagli esordi ad oggi, come uomo e come artista?

Questa è una domanda veramente interessante perché mi mette un po' in crisi. Ultimamente sono un po' deluso dal music business perché tutto ciò che da ragazzo mi sembrava fondamentale oggi mi pare svanito, come la capacità tecnica, l'autenticità di una band o di un artista, la ricerca sonora... ma forse sono semplicemente diventato più bravo a capire cosa c'è dietro. Non credo ad esempio di poter “sfondare” e sono più interessato e proporre qualcosa di particolare, mi piacerebbe però poter vedere grandi palchi e aprire ad artisti importanti, credo di poter essere in grado ancora per un po' di anni di cavarmela come performer, ma ho più esperienza e so relazionarmi meglio con lo staff tecnico per un risultato ottimale.

Cosa deve aspettarsi prossimamente il pubblico dal tuo estro creativo?

C'è molta confusione ultimamente e mi pare che si stia investendo solo sulla riedizione di cose già viste e sentite, ho notato che gli artisti che seguo hanno ridotto il proprio pubblico e lo stanno dirigendo verso club e teatri, molti fanno ancora gli stadi ma sono operazioni basate sulla nostalgia del passato e poco sulla novità. Nel mio piccolo mi piacerebbe avvicinare ai miei progetti persone di tutte le età con differenti media che variano dalla musica, al live, ai romanzi, ai fumetti, ai cosplayer, i video e i videogiochi. Il grande sogno è quello di poter produrre un film o una serie indipendente e ovviamente scrivere la musica, la sceneggiatura e il soggetto e poi anche interpretarlo. C'è ancora tempo per tutto questo e spero di poter realizzare almeno la metà di quello che ho in mente.

Buona fortuna!  

Grazie per lo spazio e l'attenzione.

 

 

 

Ella Armstrong torna sulla scena musicale con “Simply no age”, il nuovo e atteso EP, disponibile in formato fisico, in digital download e su tutte le piattaforme streaming, dal 14 aprile. 

Il disco arriva a 14 anni di distanza dall'ultima fatica discografica della cantante e mette in risalto le peculiarità di una grande personalità artistica.

“Simply no age” spazia tra sonorità africane, jazz e blues, accompagnando l’ascoltatore in un percorso emozionale.

L’ EP, distribuito da “Top Records e Carmine Nappi Project”, racchiude cinque brani e sostiene il progetto “Africa”, iniziativa di beneficenza legata ai bambini, che l’artista porta avanti da tempo con orgoglio ed impegno.  

Ella Armstrong ha dichiarato: “Il nuovo disco è frutto delle energie positive, delle esperienze vissute, della stima e dell’affetto ricevuto. Per anni mi sono esibita in giro per il mondo ed ho avvertito l’esigenza di omaggiare il pubblico con un lavoro capace di raccontare, attraverso suoni e testi, una parte di me. Questo è stato possibile grazie al sostegno della mia band (Marco Mantovanelli, pianoforte; Nicolò Salis, batteria; Massimo Gaudiano, basso; Daniele Antonucci, chitarra; ma anche grazie alla collaborazione di Carmine Pascarella (tromba), Antonio Bocchino (sax) e Isaac Lobo (percussioni ed effetti sonori), che ha duettato con me nella canzone “Ricordati”. La realizzazione del disco certifica un grande lavoro di squadra coadiuvato magistralmente da Marco Mantovanelli che ha curato diligentemente gli arrangiamenti dei brani. “Simply no age” vuole essere un incentivo a vivere la vita con entusiasmo, a rendere bella la propria esistenza grazie ai doni ricevuti. Dio non abbandona mai nessuno ed è questa consapevolezza che deve spingere l’uomo ad andare avanti e a guardare il futuro con fiducia. La musica ha un grande potere e, in questo caso, spero possa essere anche strumento di educazione e di speranza”.

Tracklist “Simply no age”:

  1. Metew zot doubout
  2. Ricordati
  3. Madinina
  4. Fede
  5. Blues créole

"Jealousy" è una canzone alternative grunge rock. Il cantante Finnegan Bell ha suonato tutti gli strumenti tranne la batteria per questa canzone (batteria suonata da Daniel Gallardo). 

Riguardo il singolo "Jealousy" il cantante dichiara:

Ho sempre messo il mio cuore sulla manica ed essere così appassionato a volte può far male. Posso essere un piacere per le persone a cui non importa molto di me e sto cercando di uscire da quella malsana abitudine. Di recente sono stato tradito e per questo motivo sono state sollevate molte vecchie insicurezze e disturbo da stress post-traumatico. Ho scritto la canzone "Jealousy" per uno, solo per far fronte a quello che stavo passando, ma anche per permettere alle persone di sentirsi come se non fossero sole con quello che stanno passando. Molte persone hanno sperimentato cose simili a quelle che ho passato io, come la solitudine, il rifiuto e anche le bugie. Spero che questa canzone agisca come una benda mentale per loro in qualche modo".

"Jealousy" segue una serie di uscite singole per Love Ghost elogiate da Rolling Stone, American Songwriter, FLAUNT, Alternative Press e altri. I Love Ghost hanno recentemente girato l'Europa, dove hanno suonato al Rockpalast in Germania. Ad agosto hanno girato Città del Messico suonando sia all'Auditorio BB che al Gamergy Festival di Amazon, trasmesso in tutta l'America Latina.

Love Ghost è una band composta da Finnegan Bell (voce solista, paroliere, chitarra), Daniel Alcala (chitarra, ingegnere cori), Cory Batchler (tastiere, basso, cori) e Daniel Gallardo (batteria, voce). E' una band americana di Los Angeles che sperimenta tanto con la musica mettendo insieme emo rock, trap, electro ed alternative rock, una band con un sound tanto definito e riconoscibile.

È “Questo vento”, tratto dall’ultimo album di Ron, il nuovo singolo dell’artista che sarà in radio dal 31 marzo. Il brano è cantato insieme a Leo Gassmann, ed è l’unico duetto del disco “Sono un figlio” (etichetta Le foglie e il vento, distribuzione Sony Music). E stasera, Leo salirà sul palco dell’Auditorium Conciliazione a Roma, ospite del concerto di Ron.

Ron ha voluto collaborare con Leo per questa canzone che parla di un padre e un figlio, di due generazioni distanti ma con la voglia di stare insieme e di imparare l’uno dall’altro, con la convinzione che, insieme, si potrà disegnare un mondo diverso.

“Questo Vento parla del rapporto tra generazioni, che sono convinto debba essere più uno scambio che un discorso a senso unico. È una richiesta di aiuto reciproco nel tentativo di cambiare un mondo ormai impoverito dei veri valori”, ha dichiarato Ron. “Ho conosciuto Leo due anni fa. Mi ha colpito il suo lavoro, il suo modo di tirare fuori le cose che ha dentro, la sua disponibilità e il suo talento, allora gli ho proposto questa canzone, non solo di cantarla insieme a me, ma anche di scrivere lui stesso la parte di testo e di musica che avrebbe cantato. È stato un esperimento vero, sincero, condividere un momento importante dentro e fuori dal tempo”.

“Lavorare al pezzo con Ron per me è stato un onore”, continua Leo Gassmann. “Ron per me è un amico ma soprattutto un maestro. È bello vedere due generazioni al confronto. Penso che il confronto sia essenziale per rendere la musica un posto migliore. Un posto dove il tempo, le ingiustizie e le paure non esistono. Ringrazio Rosalino per aver creduto in me fin dall'inizio”.

Il testo del brano è firmato da Donato Santoianni, Ron ha composto la musica insieme a Leo, che, a sua volta, ha scritto anche la sua parte di “cantato”. (Io e te così diversi / Non ci siamo persi mai / E già lo so che non mi pentirò / Che un giorno salveremo il mondo / Ti prego prendimi per mano / Ti prego fammi da guida … Ho bisogno di idee ho bisogno che tu stai con me …. Mi servirebbe un po’ / Del tuo vento / Ragazzo mio / Il tuo tempo / Questo vento…questo vento, sei tu questo vento) 

Ron sta vivendo un momento della sua carriera molto felice, anche grazie all’accoglienza calorosa del pubblico e della critica al suo nuovo album, e al successo nei teatri con il “Sono un figlio live tour”, dove sta presentando dal vivo il disco. Le prossime date: Roma 30 aprile (Auditorium Conciliazione) dove sarà ospite Leo Gassmann; Lecce, il primo aprile (Teatro Apollo); Taranto, il 2 aprile (Teatro Fusco); Pescara, il 3 aprile (Teatro Massimo); Brescia, il 14 aprile (Gran Teatro Morato); Monopoli (Ba), il 6 maggio (Teatro Radar).

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