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LUmagazine

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In occasione della Giornata della Memoria, andrà in onda venerdì 26 gennaio, in seconda serata su Rai Tre, il documentario intitolato Storie della Shoah in Italia. I Giusti, prodotto dalla Fondazione Museo della Shoah in collaborazione con Rai Documentari e con il sostegno dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania a Roma e dell’UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane).

Inoltre il documentario gode dei seguenti patrocini: Presidenza del Consiglio dei MinistriMinistero della CulturaAmbasciata d’Israele in ItaliaRegione LazioRoma CapitaleUCEI – Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Comunità Ebraica di RomaAssociazione Figli della Shoah.Il documentario viene proposto come seguito di un primo progetto realizzato dalla Fondazione Museo della Shoah di Roma, andato in onda su Rai2: Storie della Shoah in Italia. I complici.

Il progetto di taglio storico-divulgativo del primo documentario, basato sulle più recenti acquisizioni della storiografia italiana e internazionale, prosegue con il racconto delle vicende di coloro che hanno aiutato gli ebrei durante il periodo dell’occupazione nazista dell’Italia. I Giusti fra le Nazioni sono infatti coloro i quali hanno aiutato, a rischio della vita, gli ebrei. Nascondendoli, fornendo cibo, medicine e documenti falsi o organizzando vere e proprie reti di solidarietà, allo scopo di metterli al sicuro dalla persecuzione nazi-fascista. Il titolo di Giusto viene conferito dallo Stato di Israele dopo una rigorosa indagine storico-scientifica che accerta l’effettiva realtà dei fatti.

Le vicende di alcuni Giusti sono già state raccontate in film e sceneggiati di successo in tutto il mondo (ad esempio con i film “Schindler’s List”, o “Perlasca”), tuttavia mancava un documentario che divulgasse in maniera ampia e rigorosa storie meno conosciute ma altrettanto importanti. Il documentario racconta infatti storie di persone comuni, per far conoscere la banalità del bene di tanti italiani che rischiarono, senza chiedere nulla in cambio, le loro vite per aiutare i perseguitati ebrei.

Per raccontare la storia dei Giusti tra le Nazioni Italiani gli autori si concentrano su alcune delle molte vicende avvenute in Italia tra il 1943 ed il 1945, per dare una visione d’insieme del fenomeno in tutta la sua complessità.

Attraverso l’intervista alla storica Chiara Dogliotti si ricostruisce la storia del cardinale Pietro Boetto e del suo segretario Don Francesco Repetto, che a Genova, operarono assieme ad una organizzazione ebraica creando una rete di aiuto e solidarietà che permise la salvezza di centinaia di perseguitati, alcuni dei quali riuscirono, grazie a questa stessa rete, a fuggire in Svizzera. La testimonianza di Nicoletta Teglio, figlia di Massimo Teglio, aviatore genovese di religione ebraica che collaborò con la Chiesa cattolica nel creare la rete di solidarietà, racconta con grande lucidità gli eventi che l’hanno visto protagonista.

Il commendatore Alberto Zapponini editore della “Guida Monaci”, a Roma, nascose negli uffici della sua società la famiglia Fiorentini per tutto il periodo dell’occupazione nazista della Capitale. Grazie alla testimonianza di Mirella Fiorentini, che ha concesso una emozionante intervista, nel 2021 Alberto Zapponini è stato riconosciuto Giusto tra le Nazioni

Mario Martella era un tipografo romano che riuscì ad avvertire in tempo la famiglia Sabbadini, proprietari di una tipografia, della razzia del 16 ottobre, e successivamente salvò gli anziani della stessa famiglia, prelevandoli con la sua auto e nascondendoli nella sua abitazione di campagna. Martella rileva la tipografia dei Sabbadini, la mantiene efficiente e nel dopoguerra la restituisce ai legittimi proprietari. Nel 2008 Mario Martella viene nominato Giusto tra le Nazioni. La vicenda viene ricostruita attraverso i ricordi della figlia Carla, di Paolo Sabbadini e con una intervista allo stesso Mario Martella registrata pochi anni prima della sua morte ed inedita in televisione.

Bruno Fantera, all’epoca ventiduenne, salvò la famiglia di Gino Moscati allora Shammash (custode) della Sinagoga di Roma. Questa vicenda viene raccontata attraverso le testimonianze inedite dei protagonisti: Bruno Fantera intervistato dal nipote Francesco e Giacomo (Mino) Moscati, all’epoca quattordicenne, intervistato nel 2015, pochi anni prima della morte. 

Il documentario si sviluppa attraverso gli interventi della storica Isabella Insolvibile, che racconta le vicende dei Giusti a Gerusalemme, nel Giardino dei Giusti, all’interno dell’Istituto Yad Vashem.

Sempre a Gerusalemme sono stati intervistati Yoel Zisenwine, direttore del dipartimento dei Giusti, e Iael Nidam-Orvieto, italiana a capo del centro ricerche, dell’Istituto Yad Vashem. All’interno della Sinagoga italiana a Gerusalemme è stato intervistato Sergio Della Pergola, professore emerito dell’Università Ebraica di Gerusalemme e membro della Commissione che assegna l’onorificenza di Giusto tra le Nazioni.

Sono stati anche intervistati storici esperti nella storia della Shoah in Italia, tra gli altri Gabriele Rigano, Amedeo Osti Guerrazzi e la già citata Chiara Dogliotti.

Storie della shoah in Italia. I Giusti con la regia di Alessandro Arangio Ruiz, contiene le musiche originali di Leonardo Svidercoschi, filmati di repertorio provenienti da archivi storici dell’Istituto Luce e del CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea), documenti originali e fotografie provenienti da archivi storici pubblici e privati.

Il documentario "Storie della Shoah in Italia. I Giusti", in proattiva antitesi con il precedente lavoro della Fondazione focalizzato sulle figure dei "complici" della Shoah, dichiara il Presidente della Fondazione Mario Venezia, rivolge l'attenzione alla parte edificante della Storia, in netta continuità con lo spirito della Fondazione, dei suoi Collaboratori e Donatori. La scelta di porre l'accento su una dimensione positiva testimonia l'Impegno costante della Fondazione nel contribuire a una comunicazione sobria ed equilibrata, in contrapposizione alla brusca retorica antisemita, tornata purtroppo alla ribalta nei tempi correnti.  La programmazione futura si configura come fulcro delle attività della Fondazione e, in questo caso, la prospettiva costruttiva emerge non solo nella linea narrativa, ma anche nei contenuti del documentario. Confidiamo che questo prodotto possa ispirare un senso di riflessione e di apprezzamento per le azioni coraggiose compiute durante quei periodi bui, e che contribuisca in modo esemplificativo alla diffusione di valori umani fondamentali, soprattutto nella Scuola, da sempre partner privilegiata della Fondazione. 

Il regista, Alessandro Arangio Ruiz, lavora dagli anni ’80 nel mondo del cinema e della televisione occupando diverse mansioni. Dalla prima edizione del Festival del documentario “Visioni dal Mondo” fa parte del comitato di selezione, responsabile delle giurie e presentatore del concorso italiano durante i giorni del Festival. Ha curato per tre anni la sezione Docudrama del RomaFictionFest.

I principali documentari in cui ha lavorato:

  • Ribelli per amore: i cattolici e la Resistenza e Alcide De Gasperi – Un uomo di Stato. Autore e produttore, entrambi andati in onda nel 2003 nella serie La Storia siamo noi.
  • Lunedì Sera: Giulio Bosetti e Glauco Mauri. Produttore, autore e regista dei due documentari andati in onda nel 2004 su RAI DOC.
  • Somalia, Un leone senza denti I figli dell’Ararat. Organizzatore generale per i due documentari andati in onda nel 2011 su Rai 3, coprodotti con Rai Cinema.

Storie della Shoah in Italia. I Giusti è il suo secondo documentario prodotto dalla Fondazione Museo della Shoah.

Isabella Insolvibile è una storica, autrice di volumi sulla Resistenza, la prigionia e i crimini di guerra. Collabora con la Fondazione Museo della Shoah ed è membro del comitato scientifico della trasmissione televisiva di Rai 3, condotta da Paolo Mieli, “Passato e Presente”, della quale è ospite ricorrente. Consulente scientifica e conduttrice di programmi di Rai Cultura-Rai Storia dal 2015, ha recentemente lavorato per due documentari della serie “Nel secolo breve”, in onda su Rai Storia e, per gli anniversari del 2023, su Rai 3: 1943: lo sbarco in Sicilia e 1943: la Resistenza a Cefalonia e Corfù. In occasione delle due ultime Feste della Liberazione, è stata il volto dei documentari realizzati dalla Rai sui luoghi della visita del Presidente della Repubblica: La strage di Acerra (25.4.2022) e La strage di Boves (25.4.2023). Con la Fondazione Museo della Shoah, ha lavorato come autrice e conduttrice del primo dei documentari della serie Storie della Shoah, dal titolo I complici (regia di A. Arangio Ruiz, 2022).

Amedeo Osti Guerrazzi, è ricercatore in storia contemporanea presso l’Università di Padova.  Ha collaborato con l'Istituto storico germanico di Roma e con la Fondazione Museo della Shoah. E’ autore di numerose pubblicazioni sul tema del fascismo e della persecuzione antiebraica. E’ autore del documentario “Storie della Shoah in Italia. I complici” (2022), per la regia di Alessandro Arangio Ruiz. Ha svolto attività di consulenza per il documentario “1938. Quando scoprimmo di non essere più italiani”, per la regia di Pietro Suber, e per alcune puntate del programma “Una giornata particolare” di Aldo Cazzullo per La7. Tra le sue ultime pubblicazioni vi sono le monografie: Nessuna misericordia. Storia della violenza fascista, Biblion, Milano, 2022 e Gli specialisti dell’odio. Delazioni, arresti, deportazioni di ebrei italiani, Giuntina, Firenze, 2021.

 

 

I Green Day sono tornati con "Saviors"! L'album, registrato tra Londra e Los Angeles, è frutto di un notevole lavoro di squadra col produttore Rob Cavallo, vincitore di un Grammy Award e già collaboratore degli album "American Idiot" (2004) e "Dookie" (1994). 

"Saviors", anticipato dal singolo "The American Dream Is Killing Me", attualmente in rotazione radiofonica, è il 14° album in studio di Billie Joe Armstrong, Mike Dirnt e Tré Cool ed è disponibile nei seguenti formati: CD, Vinile Nero, Vinile Nero 180 gr Gatefold e Vinile Rosa. 

Insieme al nuovo brano è stato pubblicato un video musicale in bianco e nero ispirato ad un film noir che vede i Green Day nel bel mezzo di un'apocalisse zombie.  Il videoclip è stato diretto da Brendan Walter e Ryan Baxley e girato a Los Angeles.

La band sarà in Italia il 16 giugno all'Ippodromo La Maura di Milano, in occasione degli iDays, per uno show imperdibile.

Tracklist "Saviors"

1. ‘The American Dream Is Killing Me’
2. ‘Look Ma, No Brains!’
3. ‘Bobby Sox’
4. ‘One Eyed Bastard’
5. ‘Dilemma’
6. ‘1981’
7. ‘Goodnight Adeline’ 
8. ‘Coma City’
9. ‘Corvette Summer’
10. ‘Suzie Chapstick’
11. ‘Strange Days Are Here to Stay’
12. ‘Living In The ’20s’
13. ‘Father To A Son’
14. ‘Saviors’
15. ‘Fancy Sauce’

Esce al cinema, dal 22 febbraio 2024, distribuito da Artimagiche Film srl Cavadaliga Film srlLe seduzioni, lungometraggio diretto da Vito Zagarrio, tratto dal romanzo “Le seduzioni dell'inverno” di Lidia Ravera (ed. Nottetempo) e interpretato da Andrea Renzi, Ameliè Daure, Marit Nissen, Iaia Forte, Antonella Stefanucci, Antonello Cossia e Serena Marziale.

Il film, girato a Napoli e in Campania con cast e maestranze campane, sceneggiato da Nicola Ravera Rafele e dallo stesso regista, è prodotto da Artimagiche Film srl e Cavadaliga srl, con la partecipazione di Volcano Pictures, con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Campania e del CPA - Centro Produzioni Audiovisive Università Roma Tre. Le seduzioni si avvale della direzione della fotografia di Federico Angelucci, del montaggio di Roberto Perpignani, della scenografia di Adolfo Recchia, dei costumi di Giovanna Napolitano e delle musiche di Paolo Vivaldi.

Stefano, quarantenne di successo, ma deluso e demotivato, lavora come direttore editoriale per una casa editrice e frequenta il bel mondo della narrativa. Ha un’amante giovane, una confidente più anziana, manager della casa editrice e pochi amici. Separato dalla moglie, che gli ha comunque permesso di vivere in una sua casa di famiglia, un mattino si sveglia e scopre che in casa sua c’è una donna, Sophie, con un accento francese. L’ha mandata la moglie Sara, partita in crociera, per badare un po’ a lui e alla casa. Dopo una iniziale resistenza, Stefano si lascia convincere e Sophie si piazza in casa; diventa la migliore delle colf, la migliore delle cuoche, la migliore delle segretarie. Ma la donna è misteriosa e tutti sono stupiti del radicale cambiamento di Stefano, rifiorito alla vita, come “scongelato” da un periodo di incupimento. L’amore per Sophie lo ha soggiogato e riportato alle emozioni, ma quando tutto sembra girare a meraviglia, ecco la svolta: Sophie scompare...

Le seduzioni – sottolinea il regista - è una romance ma non di puro genere e con risvolti drammatici; un ritratto di una certa generazione e lo spaccato di una certa società; una riflessione sull’Italia del nuovo millennio vista attraverso le contraddizioni di una certa classe medio/alto borghese. Il tutto con una Napoli inedita, non convenzionale, quella del Vomero e degli ambienti intellettuali. Una sorta di 'thriller dei sentimenti' che coinvolge e intriga. L’amore, il dolore, la delusione e la speranza sono sentimenti di oggi, di un’umanità che si smarrisce quando la sfera intima e privata si disgrega. Eppure la vita può ancora offrirci le sue seduzioni”.

Giovanni Vernia è irrefrenabile e soprattutto incontrollabile, una mente fucina di idee che trovano casa in radio, in televisione e, ancora una volta, in teatro, la dimensione in cui si sente ispirato e libero di esprimere il suo talento da mattatore. È da questa premessa che prende vita "Capa Fresca", di e con Giovanni Vernia - per la regia di Giampiero Solari e Paola Galassi, prodotto da VentiDieci e Top Agency - in tournée nei teatri d’Italia da gennaio 2024.

L’intelligenza artificiale ci sta togliendo l’immaginazione. I social network ci intossicano di frustrazione. Gli algoritmi decidono per noi ogni cosa. Non c’è più spazio per la fantasia. Ci sentiamo liberi ma viviamo sempre più isolati e incattiviti. L’antidoto, la vera libertà, è la Capa Fresca.

Un nuovo spettacolo straordinariamente attuale e ironico, in cui il comico, tra i più conosciuti al pubblico italiano, come al suo solito scova il lato divertente e dissacrante di tutto ciò che ci circonda, nella maniera più geniale. Con un allestimento scenico 3D unico in Italia che vi catapulterà in un caleidoscopio di colori e divertimento.

“Capa Fresca” è una produzione ricca, estremamente contemporanea e, per l’appunto, fresca: si spazia dallo stand-up a momenti musicali, dal ballo a momenti di satira sull’attualità, mantenendo come costante una comicità intelligente e mai volgare, come è nello stile dell’Artista.

Giovanni Vernia, a tal proposito, dice: “È uno spettacolo che non vedevo l’ora di fare. È pieno di follia. È liberazione. È un toccasana per l’umore. È il mio modo di intervenire quando vedo qualcosa di storto. Ho voluto fare un regalo al pubblico che mi segue da tanto pensando ad un allestimento scenico davvero unico. Sul palco, per la prima volta in uno spettacolo comico italiano, vedrete una tecnologia 3d incredibilmente innovativa e immersiva. Roba che manco al concerto dei Coldplay, e anche se fosse, loro costano molto di più. Fidatevi, Capa Fresca è il mio più grande spettacolo dopo quello di prima”.

Chi non ha mai sentito dire “tene’ a capa fresca”? Un detto tutto napoletano entrato nel gergo comune, per intendere scherzosamente chi ha la testa libera da pensieri faticosi e preoccupanti, sempre pronto a guardare la parte divertente in tutto ciò che accade, che vive ogni occasione per divertirsi e sdrammatizzare.

Giovanni Vernia è così e lo è sempre stato. Non mancava mai di ripeterglielo suo padre, di origini pugliesi: “Giovà, tu tieni la capa fresca”. Ogni stortura di questo Paese, che attraversa la “capa fresca” del comico, si plasma e diventa incredibilmente pretesto per ridere: dalla sanità all’odio social, dalla tv alle ultime manie degli italiani in fatto di sport, di svago, di gusti musicali, dei personaggi più in voga. Perché, citando il filosofo Nietzsche: “Non si può ridere di tutto, ma ci si può provare”. E basta avere la “Capa Fresca”, come Giovanni.

Da Nord a Sud, la tournée attraverserà tutta Italia; queste le prime date annunciate: 26 gennaio ad APRILIA, Teatro Europa; 2 febbraio a CANNOBIO (VB), Teatro Comunale; 13 febbraio ad ARCORE (MB), Teatro Nuovo; 21 febbraio a MASSAFRA (TA), Teatro Spadaro; 22 febbraio a CORATO (BA), Teatro Comunale; 24 febbraio a MANDELLO DEL LARIO (LC), Cinema Teatro; 28 febbraio a TORINO, Teatro Colosseo; 1 marzo a LECCE, Teatro Apollo; 2 marzo a CATANIA, Teatro ABC; 3 marzo ad AGRIGENTO, Teatro Pirandello; 6 marzo a ROMA, Teatro Olimpico; 8 marzo ad ALBA (CN), Teatro Sociale; 9 marzo a PORTO SANT’ELPIDIO (AP), Teatro delle Api; 15 marzo a FIRENZE, Tuscany Hall; 20 marzo a MILANO, Teatro Nazionale; 22 marzo a PADOVA, Teatro Geox; 23 marzo a BRESCIA, Gran Teatro Morato; 6 aprile ad ASCOLI PICENO, Teatro V. Basso; 10 aprile a FERRARA, Teatro Nuovo; 11 aprile a BOLOGNA, Teatro Duse; 12 aprile a GORGONZOLA (MI), Sala Argentia; 13 aprile a MONZA, Teatro Manzoni; 18 aprile a CESANO MADERNO (MB), Excelsior; 19 aprile ad ALESSANDRIA, Teatro Alessandrino; 30 aprile a GENOVA, Politeama Genovese; 4 maggio a MANTOVA, Teatro Sociale; 24 novembre a Zurigo, Teatro Spirgarten.

I biglietti sono già disponibili online su www.ticketone.it, www.ciaotickets.com, www.ticketmaster.com e nei punti vendita autorizzati.

Michele Lunella è alle prese con la preparazione della seconda edizione del Gala Vip Show Music e Fashion che si terrà a Sanremo (IM) durante la settimana della 74^ edizione del  Festival della Canzone Italiana. L’evento vedrà la partecipazione di numerosi personaggi, che negli anni hanno avuto dei legami con la popolare kermesse canora, a cui verrà assegnato un riconoscimento.

Originario di Torre del Greco (NA), la città del Corallo all’ombra del Vesuvio, Lunella si è distinto nel settore dello spettacolo, ricoprendo vari ruoli.

Michele Lunella, giornalista pubblicista, produttore, regista, editore, manager di molti volti noti dello spettacolo, come Barbara Chiappini, Loredana Lecciso, Francesca Rettondini, ecc., è fondatore e amministratore della Lunella Production Srl (casa di produzione editoriale, televisiva e cinematografica), che opera nel settore dello spettacolo e della comunicazione dal 2000.

Negli anni, Michele Lunella, ha realizzato alcuni format tv trasmessi dalle reti Rai (Stelle Emergenti e Italia ti canto) e Mediaset (Beach Volley). Ha ideato anche i seguenti format televisivi: “Campeggiatori per caso”, dedicato al rispetto per l’ambiente; Vip Show; Vip Show Napoli Social, programma dedicato al calcio Napoli, in onda su emittenti campane.

Numerose sono le tappe percorse dall’eclettico Lunella che, tra un impegno e l’altro in giro per l’Italia, ha realizzato due produzioni cinematografiche, disponibili su Amazon Prime: “Parentesi tonde” (2005) e “Andiamo avanti… Le due strade del successo” (2021).

Nonostante i traguardi raggiunti, i vari riconoscimenti, Michele Lunella è l’uomo umile di sempre, legato ai valori, predisposto all’ascolto e all’aiuto altrui. Personalità di questo tipo non si fermeranno mai, ma vanno sempre avanti. E questo è lo spirito che contraddistingue Michele Lunella e un po’ il popolo napoletano.

 

Mony C.

 

Si intitola “A cena con gli dei” il nuovo singolo di Biagio Antonacci, in radio dal 29 dicembre. Un brano uptempo in perfetto stile Antonacci che anticipa l’uscita dell’album di inediti “L’inizio”, previsto per il 12 gennaio 2024 su etichetta Iris e distribuito da Epic Records/Sony Music Italy.

Il cantautore racconta così il suo nuovo singolo, una canzone potente che parla di relazioni e di consapevolezza: «“A cena con gli dei” è una canzone che parla di inizi, di come sia difficile lasciare andare e di quanto l’ego personale influisca sul processo di consapevolezza. Quando un rapporto finisce restiamo meravigliati. Pensiamo di aver dato il massimo e dunque chi può essere meglio di noi? Solo degli dei. Quando inizia il processo della consapevolezza, che passa anche da una dolorosa solitudine come canto in “la solitudine spreca il tempo di una persona normale”, capisci che spesso le relazioni sono dei “regimi”, fatte di regole. Quando si innescano queste dinamiche qual è la naturale reazione? Spostarsi verso il confine di un rapporto che diventa un terreno minato (“Io sottomesso al regime, mi sposto verso il confine, se cado dentro le spine, se salto sopra le mine, non mi venire a cercare”.) Ormai è tardi, tu sei già a cena con gli dei».

L’inizio” è il sedicesimo disco di studio dell’amato artista milanese e arriva a quattro anni di distanza dal suo ultimo album “Chiaramente visibili dallo spazio”. L’album conterrà anche gli ultimi singoli pubblicati da Antonacci: “Seria” e “Telenovela” pubblicati nel 2022, “Sognami” featuring Tananai e Don Joe (pubblicato durante il Festival di Sanremo) e “Tridimensionale”, la collaborazione con Benny Benassi uscita la scorsa estate.

Nell’ultimo anno Biagio Antonacci ha portato la sua musica nei palazzetti di tutta Italia con il Palco Centrale Tour e nelle location più belle del nostro Paese con Biagio Antonacci Estate 2023, una serie di date che hanno permesso al cantautore di ripercorrere i più grandi successi della sua trentennale carriera.

Dopo la chiusura eccellente di “Reazione a catena”, la puntata d’esordio de “L’Eredità” – andata in onda martedì 2 gennaio alle 18.45 su Rai1 - con la nuova conduzione di Marco Liorni ha registrato l’eccezionale ascolto di 4.125.000 telespettatori con il 25,1% di share. Il picco d’ascolto è stato di oltre 5.190.000 pari al 27,9% di share. Il programma non otteneva un riscontro di pubblico così importante dal 2 marzo 2023. Incredibile anche il risultato sul pubblico femminile, il cui share ha raggiunto il 29.2%.

Dati che il direttore dell’Intrattenimento Day Time Angelo Mellone ha così commentato: «Siamo felicissimi di questo inizio così esaltante, che come ascolti e share non si vedeva da più di dieci anni e che è frutto della combinazione di due aspetti: la modifica di alcuni meccanismi di gioco e la scelta della direzione di puntare sulla figura di Marco Liorni come conduttore dell’Eredità».

“L’Eredità” è un programma prodotto da Intrattenimento Day Time Rai in collaborazione con Banijay Italia. In onda tutti i giorni alle 18.45 su Rai 1. La ventiduesima edizione è condotta da Marco Liorni con nuove professoresse: Michelle Masullo e Naomi Buonomo.

Abbronzato, fisico atletico, spensierato il suo vivere in Egitto, immerso in un universo parallelo abitato da villeggianti multietnici e dalle note della sua musica, Diego Formoso, in arte REDIEGO è un cantante alternative pop in attesa di lanciare il suo secondo singolo.
Il brano in questione si intitola “Anche una sola notte”, scritto tempo fa e presentato a Sanremo nel 2021 per la categoria Sanremo Giovani che gli è valso uno dei 46 posti tra i selezionati.
Classe 2000, REDIEGO cresce musicalmente e sviluppa il suo lavoro esibendosi nei villaggi turistici gestiti dal papà per ‘farsi le ossa’. Concentra le energie per realizzare il suo sogno, nei villaggi turistici trova una dimensione più consona alla sua natura più di quanto possa essere l’Italia. Ma questo solo in fase creativa, REDIEGO è pronto per farsi conoscere da un pubblico più ampio e variegato.
Il suo spirito libero e romantico si riflette nelle parole che pronuncia e in quelle che scrive, come nella canzone “Nei tuoi occhi” molto apprezzata dal pubblico della rete. 

Perché piace “Nei tuoi occhi”?

Perché è totalmente amore, un amore iniziato e finito, corollato di sensazioni, allegorie, ricordi che possono essere riconoscibili da chiunque. Ognuno di noi ha vissuto almeno una volta nella vita un amore meraviglioso che purtroppo si è scontrato con una realtà impensabile. È autobiografica ma universale.

L’alternative pop non si scontra con questa versione romantica?

No, non parlo solo d’amore nelle mie canzoni ma anche di sesso ad esempio, sempre in modo molto elegante. Non voglio che le persone si specchino con le parti più animalesche ma quelle che sublimano esperienze e sentimenti. Ascolto molti brani che sono rumore, echi di qualcosa che è artefatto. Vorrei che arrivasse la semplicità, la riconoscibilità dell’esperienza, un buon sound, qualcosa da ricordare e farsi accompagnare.

Esiste un argomento che non vorresti mai trattare nelle canzoni?

Diciamo che escludo la violenza in generale. Le canzoni devono far riflettere ma sempre con un input positivo.

Quali sono i tuoi input positivi?

La mia famiglia, la musica, la spiaggia e il mare dell’Egitto.

Che rapporto hai con i tuoi genitori?

Sono legatissimo a loro, sono figlio unico. Rappresentano la stabilità e l’Arte, grazie a mia mamma mi sono appassionato alla musica. Da piccolo cantavamo insieme, mi portava a vedere i musical, mi ha indirettamente spinto a prendere lezioni di pianoforte e successivamente di canto. A mio papà devo l’opportunità di vivere la vita da villaggio, un’isola felice in cui nutro e ritempro la mia anima. Le esperienze nei villaggi, anche sentimentali, mi hanno ispirato diversi testi che prima o poi porterò alla luce.

Ti sostengono in questa tua scelta musicale?

Moltissimo, mi ritengo fortunato. Di solito quando si dice a un genitore che da grande si vuol fare l’artista scatta il panico! Loro mi sostengono come possono e anche oltre, non posso che ringraziarli per il supporto costante.

Tuo padre è con te nei villaggi, non ti manca tua mamma?

Mi manca certo, ma siamo complici oltre che familiari, lei è la mia manager quindi ci confrontiamo di frequente. Questo alleggerisce un po’ l’assenza che però non è mai troppo lunga. Ad esempio passeremo le festività natalizie tutti insieme.

Pensi di trovare altri sostegni nel mondo della musica?

Sto per iniziare a muovere i primi passi e so che non è facile, tanti artisti bravissimi, tante proposte, tante collaborazioni già collaudate. Mi piacerebbe, credo molto nella cooperazione e nell’unione delle forze, sono più per il lavoro di gruppo che per le iniziative singole e mi auguro di trovare adesioni per il mio modo di fare musica.

Hai qualche dubbio che non possa piacere?

Dubbi leciti come chiunque, in cuor mio mi dico che piacerà.

Sei pronto per elogi e critiche?

Ah per gli elogi sono pronto da sempre, per le critiche meno! Scherzo. Sono pronto per provare a realizzare il mio sogno, non voglio andare oltre, mi servono le energie.

Essere tra i selezionati a Sanremo Giovani è un elogio o no?

Assolutamente si, è stata una soddisfazione immensa. Tra l’altro sono stato selezionato con altri giovani artisti che oggi già lavorano con la loro musica. Mi sono fermato, mi sono dato tempo per non sprecare le occasioni, ora mi sento pronto. Di certo quell’esperienza mi ha dato una grande fiducia.

Ti sentiresti pronto per Sanremo?

Non come lo immagino. Il Festival è un’istituzione, una vetrina enorme indubbiamente, non ho ancora il pezzo che mi farebbe dire ‘si, questo spacca!’ Ci arriverò.

Quando uscirà il nuovo brano?

Nei prossimi mesi, stiamo ancora definendo alcuni aspetti.

Sempre con tua mamma?

Non solo, a un progetto lavorano molte persone.

A Natale scriverai o ti rilasserai?

A Natale mi godo la famiglia, per la scrittura non programmo, scrivo di getto in base alle emozioni che mi ispirano.

Cosa vorresti trovare sotto l’albero? 

L’ispirazione, la serenità, la certezza di poter realizzare il mio sogno in musica.

Dopo un colpo in banca andato male, un goffo rapinatore si allea ai due ostaggi per tentare una disperata fuga dalla polizia. Ma l'inaspettato arrivo di una donna con un’incredibile rivelazione cambierà per sempre il corso delle loro vite.
Sarà in esclusiva su Prime Video dal 3 gennaio, e in cinema selezionati con proiezioni evento, la divertente commedia “Bang Bank – L’occasione fa l’uomo morto” scritta, diretta e interpretata da I Ditelo Voi, alias Francesco De Fraia, Domenico Manfredi e Raffaele Ferrante, con Martina Stella, e con Antonella Morea e Mario Porfito, affiancati da Pasqualina Sanna, Fabio Cocifoglia e Giuseppe Mastrocinque.
Prodotto da Partenope Pictures Entertainment di Gaetano Di Vaio, Bronx Film e Minerva Pictures (anche distributore), con il contributo della Regione Campania e il sostegno della Film Commission Regione Campania“Bang Bank” verrà proiettato in anteprima il 30 dicembre al cinema Posillipo di Napoli alla presenza del cast. Tratto dall’omonimo spettacolo teatrale, il film vede la supervisione artistica di Francesco Prisco, la fotografia di Roberto Ostuni, la scenografia di Massimiliano Forlenza, i costumi di Teresa Papa, il montaggio di Davide Franco e le musiche di Andrea Bellucci.

«“Bang Bank” rappresenta l’ultimo capitolo di un progetto ambizioso, una sorta di panoramica in tre spettacoli teatrali sulla contaminazione di generi. Dopo esserci cimentati con la Black Comedy e l’Horror, ci è sembrato naturale puntare il nostro sguardo surreal-popolare su un genere capace di offrire numerosi spunti su temi sociali e inesauribili situazioni esilaranti: l’Heist Movie. Dopo averne testato il potenziale drammaturgico e comico sulle tavole del palcoscenico, abbiamo deciso di lavorare all’adattamento cinematografico, forti dell’ottimo riscontro di pubblico ricevuto dal nostro precedente film, “Tre uomini e un fantasma”», così I Ditelo Voi nelle note di regia.

«Con “Bang Bank” prosegue il lavoro di Partenope Pictures, società che punta sul cinema di genere, iniziato proprio con “Tre uomini e un fantasma” de I Ditelo Voi, e che va ad affiancarsi all’impegno di Bronx Film che diversifica concentrandosi sulle opere d’autore», ha spiegato il produttore Gaetano Di Vaio.
 
SINOSSI. Un imponente spiegamento di forze dell'ordine assedia l'esterno di una banca del Centro Direzionale. All'interno dell'istituto, kalashnikov spianato e corpetto imbottito di esplosivi ben in vista, 'O Micione tiene in ostaggio un gruppo di persone, dopo che il suo goffo tentativo di rapina è fallito e la situazione gli è pericolosamente sfuggita di mano. Una volta assecondata la richiesta del negoziatore di liberare qualche ostaggio, l'uomo urla all'esterno che il tempo delle trattative è finito e, se entro pochi minuti non gli daranno un'auto per scappare col malloppo, ucciderà uno dei due prigionieri rimasti nell'edificio, un morigerato bancario prossimo alla paternità, e un aspirante imprenditore dalle idee un po' confuse, abituale cliente dell'istituto di credito. Con il passare dei minuti, la pressione cui è sottoposto 'O Micione diventa insostenibile. I diversi tentativi di incursione della polizia e, addirittura, la morte accidentale di un cecchino pronto a irrompere, spingono il rapinatore a valutare l'idea di arrendersi. Ma è proprio davanti all'intenzione di resa del bandito che lo smaliziato imprenditore avanza una proposta: se dividerà la refurtiva con loro - 3 milioni di euro tondi tondi - gli reggeranno il gioco fino a quando riuscirà a fuggire. Quei soldi cambierebbero la sorte a chiunque, figuriamoci a tre come loro che vivono una vita ben al di sotto delle aspettative. Con la prospettiva della galera certa, il piano proposto dai due ostaggi diventa la sola strada percorribile. Così, con il bancario e il cliente ormai perfettamente calati nel ruolo di complici, Micione si prepara ad introdursi negli angusti budelli sotterranei che lo condurranno alla fuga. Per farlo, si libera sbrigativamente del giubbetto, ma quel gesto impacciato e incauto gli risulterà fatale: inavvertitamente, innesca il timer collegato agli esplosivi che, dopo un inesorabile conto alla rovescia, deflagrano con una potenza tale da provocare il crollo dell'istituto. Per un incredibile favore del destino, però, i tre si risvegliano praticamente illesi tra le macerie, disposti a tutto pur di tornare in superficie. Ma quando ormai hanno perso la speranza di salvarsi, l'arrivo di una donna incinta, Amanda, la parapsicologa moglie del bancario, con una sconvolgente rivelazione che li riguarda cambierà per sempre le loro prospettive sulla vita.

Sono terminate le riprese di E se mio padre, opera prima diretta da Solange Tonnini, interpretata da un ricco cast che comprende: Massimo Ghini, Claudia GeriniDino Abbrescia, Renato Marchetti, Margherita Pantaleo, Theodore Max Gravina, Teresa Campus, Leonardo Ghini, Aurora Calabresi, Marco Valerio Montesano, Luca Scapparone, Sara Sartini, Filippo Laganà e Michele Bevilacqua. Le riprese si sono svolte tra il litorale laziale, in particolare le città di Anzio e Nettuno, e Roma.

Il film, prodotto da Giovanni Amico e Twister Film con A.B. Film, in collaborazione con Rai Cinema e con il sostegno di Lazio Cinema International nell’ambito del PR FESR+ Lazio 2021-2027, si avvale della sceneggiatura firmata dalla stessa regista con Gianni Cardillo e Mario Cambi.

Metà anni Ottanta. La dodicenne Aida ha capito già da tempo che cʼè qualcosa di oscuro sul conto di suo padre Adriano: le sue ripetute e prolungate assenze, i frequenti viaggi in giro per lʼEuropa e il lavoro in una ditta di import-export non meglio specificato non gliela contano giusta. Ma solo quando arriva in prima media e incontra Daniel, il suo nuovo compagno di banco aspirante fotoreporter, capisce che forse è il caso di approfondire la questione. Chiedere spiegazioni, però, non servirebbe a nulla: troppe volte le è stato detto che è ancora piccola per capire. I due ragazzini si improvvisano, dunque, investigatori e cominciano unʼindagine minuziosa che coinvolge a loro insaputa tutti i parenti di Aida, in una ricerca che unisce a doppio filo le vicende familiari con quelle di cronaca nera di cui è stato protagonista il nostro paese tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta. Adriano, nella mente dei ragazzi, diventa così una volta un terrorista rosso, poi un killer, un massone della P2, una spia, un latitante... Finché un giorno le indagini arrivano al dunque.

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