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Eventi

Eventi (106)

Il cinema contro tutte le forme di violenza e in favore di ogni manifestazione d’amore. Torna OMOVIES Film Festival, concorso internazionale di cinema omosessuale, transgender e questioning promosso dall’Associazione iKen Onlus con la direzione artistica di Carlo Cremona, con la 16a edizione che si terrà dal 11 al 16 dicembre a Napoli tra l’Accademia Belle Arti, il cinema Modernissimo, la casa accoglienza “Questa casa non è un albergo”, l’Istituto Francese di Napoli, con il contributo della Regione Campania e della Film Commission Regione Campania e il con patrocinio dei Comuni di Napoli, Caserta, Salerno, Portici e San Giorgio, del Giffoni Film Festival, dell’Unar - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, dell’Arcc, la Croce Rossa Napoli, AMESCI e di I-Land.

Il claim di quest’anno è “I’m just me”, riferimento alla canzone “I’m just Ken” presente nel film record di incassi “Barbie” diretto da Greta Gerwig, che ha fatto riflettere per i temi LGBT trattati al suo interno. Sul manifesto campeggia la figura di una bambola/drag con le caratteristiche di Ken, personaggio alla ricerca di una propria essenza, battaglia che la comunità LGBT+ porta avanti da quando è uscita allo scoperto.

«Omovies è dedicato a promuovere la diversità attraverso il cinema, aprendo un dialogo sulla rappresentazione e autorappresentazione del sé e dell’altro nei contesti sociali di riferimento anche quando ostili. Fin dalla sua nascita nel 2008, Omovies ha costantemente sfidato gli stereotipi e contribuito a sensibilizzare il pubblico sulle questioni LGBTQ. E il sostegno della Regione Campania risulta decisivo per la veicolazione di questi messaggi. Questa edizione la dedichiamo a Elvira Notari e tutte le donne che nel cinema e nel teatro sono state autrici non avendo il riconoscimento giuridico di vivere da protagoniste la propria arte» ha dichiarato Cremona.

 In apertura lunedì 11 dicembre ore 10 nel bene confiscato alla Camorra sede del progetto “Questa casa non è un albergo” (via Genovesi, 36) la proiezione di “Soap Power”, prima campagna in animazione per la diffusione delle case accoglienza e dei centri LGBT+ finanziati dal Governo italiano, progetto ideato da iKen Onlus e realizzato in collaborazione con Giffoni Experience e l’Accademia delle Belle Arti di Napoli, finanziato dall’Unar nell’ambito del Pon Inclusione. All’evento, in memora di Giulia Cecchettin, e di tutte le vittime innocenti, parteciperanno i ragazzi delle scuole del territorio, accolti dai residenti ospiti della casa accoglienza. Lo spot verrà poi presentato con iniziative itineranti come ad esempio in due appuntamenti al Multicinema di Giffoni il 5 e il 12 dicembre.

Proiezioni a ingresso gratuito al cinema Modernissimo (dalle ore 9 alle 12) e nell’Accademia Belle Arti di Napoli (dalle ore 15 alle ore 18). Tra gli eventi speciali una retrospettiva sul cinema di Giuseppe Bucci in occasione dei 10 anni dall’uscita del cortometraggio “Luigi e Vincenzo” con Francesco Paolantoni e Patrizio Rispo. In programma workshop di cinema a cura dei docenti Luigi Barletta e Gina Annunziata dell’Accademia Belle Arti di Napoli, Katherine Russo e Arianna Grasso dell’Orientale, Gabriele Prosperi della Federico II, e eventi nelle scuole coinvolte tra cui il “Nitti” di Portici e lo “Scotellaro” di San Giorgio a Cremano.

Sabato 16 dicembre alle 19 il gala di premiazione nel Teatro Dumas dell’Istituto Francese di Napoli presentato da Priscilla, volto televisivo di “Drag Race Italia”, durante il quale verranno svelati i vincitori del concorso cinematografico, alla presenza della Console Generale di Francia Lise Moutou Malaya. Tra i primi ospiti annunciati il cantautore Mario Castiglia, che ha scritto per Celine Dion e collaborato con Roberto De Simone e Luca De Filippo, le stelle nascenti come il cantautore Zarat e i ballerini Isan Wanigarathna Madagodage e Angelica Velasquez, il giornalista e conduttore televisivo Alessandro Cecchi Paone con il futuro sposo Simone Antolini.

Verranno assegnati premi al miglior lungometraggio, mediometraggio e cortometraggio, miglior documentario corto e lungo, il premio speciale “Vincenzo Ruggiero” per giovani artisti under 25, istituito nel 2017 in memoria del ragazzo col sogno della recitazione, la cui giuria è composta dai genitori Maria Esposito (presidente del premio) e Franco Ruggiero. A giudicare le opere il concorso, la direzione artistica ha nominato un Academy internazionale composta anche dai componenti dell’associazione spagnola On & Off Theatre e dall’associazione croata CDA Cultural Development Association – Močvara, già impegnati con iKen nel progetto Erasmus+ Pride

In concorso 52 opere selezionate tra lungometraggi, documentari e cortometraggi provenienti da tutto il mondo (Italia, Spagna, Francia, Irlanda, Germania, Olanda, Belgio, Austria, Svizzera, Cile, Brasile, Stati Uniti, Canada, Indonesia) in proiezione all’Accademia Belle Arti di Napoli e il Modernissimo (ad ingresso gratuito), e poi disponibili dal 17 dicembre nella Cinema Room del portale www.omovies.it.

«Il programma di quest’anno offre una vasta gamma di film che esplorano l’esperienza LGBTQ+ da molte diverse prospettive. I film presentati spaziano dai documentari che raccontano vere storie di lotta e resilienza a cortometraggi o lungometraggi che esplorano l’identità e l’amore. Questa diversità rappresenta l’essenza stessa del festival: dare voce alle molteplici sfaccettature dell’esperienza LGBTQ», ha spiegato il direttore artistico Carlo Cremona.

Le proiezioni sono ad accesso gratuito e le opere filmiche in lingua originale con i sottotitoli in italiano a cura del progetto inTRANSlation, guidato dalla professoressa Katherine Russo per l’Università L’Orientale di Napoli, che hanno coinvolto in diversi seminari decine di docenti e centinaia di studenti in un percorso di studio tra lingue scritte e parlate con una attenzione all’autenticità del significato in una dimensione in forte evoluzione quale la linguistica.

 

 

Lunedì 27 e martedì 28 novembre 2023, presso il teatro Centrale Preneste, l’associazione Per Ananke propone due incontri di formazione dal titolo Teatro in carcere: la drammaturgia contemporanea nei luoghi ristretti. Gli incontri saranno tenuti da Francesca Tricarico, regista e ideatrice del progetto teatrale Le Donne del Muro Alto, di cui quest’anno ricorre il decennale, rivolto a donne detenute, ex detenute e ammesse alle misure alternative alla detenzione e saranno seguiti dalla messa in scena dello spettacolo Olympe.

ll progetto, promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura, è vincitore dell'Avviso Pubblico biennale Culture in Movimento 2023 - 2024 curato dal Dipartimento Attività Culturali e realizzato in collaborazione con SIAE.

La partecipazione alle due giornate è aperta agli operatori del settore ed al pubblico ed è gratuita, e offre inoltre agli studenti la possibilità di attivare crediti formativi.

Gli incontri saranno l’occasione di analizzare  la drammaturgia contemporanea nata nei luoghi ristretti, con particolare attenzione alle carceri femminili, ed ai linguaggi utilizzati nel teatro sociale soprattutto negli allestimenti con attori professionisti o semiprofessionisti provenienti da esperienze detentive. Al termine di ogni spettacolo la compagnia incontrerà il pubblico per confrontarsi sui  temi, i percorsi e  le modalità di realizzazione scelti per lo spettacolo stesso.

Lo spettacolo Olympe, scritto e diretto da Francesca Tricarico, interpretato dalle attrici ex detenute e ammesse alle misure alternative alla detenzione e con le musiche di Gerardo Casiello, è tratto dal romanzo La donna che visse per un sogno di Maria Rosa Cutrufelli, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, nasce da un primo studio fatto nel 2015 all’interno del carcere Femminile di Rebibbia. La storia racconta gli ultimi mesi di vita di Olympe de Gouges (1748 –1793), drammaturga e attivista francese vissuta durante la Rivoluzione, che dedicò la sua vita e le sue opere ai diritti delle donne, ma anche dei neri, degli orfani, degli anziani, dei disoccupati, dei poveri. Il racconto dei giorni trascorsi in carcere fino al processo, che si conclude con l’esecuzione alla ghigliottina della protagonista, vuole essere un invito a riflettere sui pericoli della censura, della negazione della libertà individuale e sull’importanza della cultura come arma di difesa contro le ingiustizie sociali.

Lo scopo di queste due giornate è porre l’attenzione sulle caratteristiche, artistiche e creative, di un teatro che nasce e si sviluppa al di fuori dei luoghi tradizionali e sul come agisca all’interno di questi luoghi tradizionali favorendo non solo la riflessione sulla drammaturgia e i linguaggi del teatro sociale ma anche un dialogo costruttivo tra società civile e mondo carcerario, esercitare la cultura alla legalità, contrastare lo stigma legato alla detenzione con particolare attenzione alla detenzione femminile.

Gli incontri e le rappresentazioni si inseriscono tra le  attività culturali volte a offrire occasioni diffuse di socializzazione, crescita culturale e formazione sia per gli spettatori che per le attrici coinvolte attraverso la lettura, il confronto e lo studio di opere teatrali tratte dalla drammaturgia classica e non, rivisitate alla luce delle biografie delle donne coinvolte che hanno vissuto o stanno vivendo la detenzione nel Carcere di Rebibbia Femminile. Rivisitazioni e allestimenti teatrali in grado di attrarre una tipologia di pubblico estremamente variegata, non solo appassionati ed esperti di teatro, ma anche spettatori legati al mondo detentivo e del sociale in generale e curiosi. Un pubblico diversificato che raramente si vede convivere insieme nei teatri tradizionali.

L’associazione Per Ananke nasce nel 2007, fin dalla sua costituzione, si occupa di teatro, in particolare teatro sociale, lavorando nelle carceri, centri per la salute mentale, scuole di ogni ordine e grado, università. Dal 2013 l'attività teatrale all'interno degli istituti di pena diventa l'attività principale dell'associazione con la nascita del progetto Le Donne del Muro Alto, prima nella Casa Circondariale femminile di Rebibbia, portato in seguito nella Casa Circondariale femminile di Latina  e la Casa Circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso e oggi anche all'esterno con donne ammesse alle misure alternative alla detenzione ed ex detenute

Boom di presenze per la presentazione, tenutasi a Nola (NA), della linea di panettoni di Raffaele Caldarelli. Il talentuoso pasticciere ha illustrato ai presenti il caposaldo delle festività natalizie, realizzato con lievito madre e prodotti di eccellenza, in varie varianti. Un viaggio tra tradizione e innovazione, tra sapori autentici e raffinati.

Quattordici prelibate proposte, classiche e speciali, capaci di conquistare anche i palati più esigenti: Milanese, Veneziano, Pellecchiella, Bosco Bianco, Amalfi, Annurca, Trilogy, Cocco di Mamma, Dolce&Salato, Coffee and White, Bianca, Siciliano, Perla avellana e Ginseng.

Tra le novità, oltre al panettone Bianca con il quale Raffaele Caldarelli si è aggiudicato il Premio Platino al “Merano Wine Festival 2023”, spicca il panettone Ginseng, una vera e propria esclusiva nazionale. Il panettone Ginseng presenta un impasto con crema spalmabile al ginseng e cubetti di cioccolato al latte ed è ricoperto da una glassa di cioccolato bianco che reca una gradevolezza cremosa e crea un delizioso contrasto con il sapore speziato dell’aroma dominante.

Maestria, passione e creatività rendono speciali le opere dolciarie del pastry chef che è riuscito in pochi anni ad affermarsi nel settore produttivo di qualità, divulgando con successo la tradizione e le novità della pasticceria campana e del made in Italy.

“Il panettone è un dono tradizionale per le festività natalizie; un piacere che inizia dagli occhi, cresce con il profumo e divampa con l’incontro con il palato”. – ha dichiarato Raffaele Caldarelli – “Il processo produttivo per la creazione del mio panettone artigianale è della durata di settantadue ore. Protagonista indiscusso è il lievito madre. La continua ricerca di equilibri, congiunta ad un’accurata selezione degli ingredienti, assicura un prodotto genuino e dal sapore intenso”.

Per conoscere dettagliatamente l’intera gamma di panettoni artigianali di Raffaele Caldarelli: raffaelecaldarelli.com.

 

Giovedì 23 novembre 2023, alle ore 9:00, a Somma Vesuviana (NA), presso il Teatro Summarte, l'associazione EvaProEva,  con il patrocinio del Comune di Somma Vesuviana e della Regione Campania, presenta la XII edizione de "Il Rumore del Silenzio" evento nato per sensibilizzare i giovani del territorio sull'argomento della violenza di genere, in particolare la violenza contro le donne.
Parteciperanno gli studenti del Liceo Scientifico "E.Torricelli" di Somma Vesuviana, dell' I.T.I.S "E.Majorana" e dell'Istituto "Montessori"
Quest’anno l’evento avrà come tema principale il linguaggio, le parole che fanno male e quelle che non vogliono siano pronunciate.
“Stai zitta!”, monito per tentare di limitare la donna anche nel diritto di parola.
L’invito al silenzio, ai toni moderati, al mantenere il profilo basso nel confronto dialettico tra i sessi sono esempi di ciò che ancora oggi subisce la donna quando prova a far sentire la sua voce.

Un tandem vincente quello dei giovani pizzaioli Carlo De Luca e Michela Carbone all’ultimo Campionato Pizza DOC 2023, nella categoria Pizza a Due. Il pizzaiolo della nota pizzeria di Palma Campania (NA) Oro Bianco ha trionfato in coppia il 15 novembre scorso con una pizza dalla doppia cottura, prima fritta e poi al forno elettrico. Un topping composto da provola d’Agerola, scarola riccia croccante, una marmellata piccante di papaccelle in agrodolce, una maionese di olive nere, un pesto di capperi e noci con basilico e prezzemolo freschi, una grattugiata di limone e di pecorino romano, il tutto condito da olio EVO e decorato con fiori eduli. Impasto diretto al 70% di idratazione, preparato con un blend di farine di tipo 0 e di tipo 1 del Mulino Colombo, lievitato per 24 ore a temperatura ambiente. Nel locale che gestisce insieme al fratello Carmine De Luca, Carlo predilige una pizza che si colloca a metà tra la classica e la contemporanea, con un cornicione medio, né troppo alto, pronunciato, né troppo basso.

Puntiamo sulla croccantezza, sull’effetto crunch con una cottura nel forno a legna di 390 gradi”, assicura il giovane pizzaiolo di Palma Campania. Per i topping spazia dalle classiche Margherita e Marinara a quella più innovativa con mortadella e crema di pistacchio rigorosamente di Bronte. Senza dimenticare la pizza con pancetta, scarola riccia e tarallo croccante, per rimanere fermamente tra i prodotti offerti dal territorio. 

Oro Bianco è una realtà da asporto già da 6 anni, che punta nei prossimi mesi a ingrandirsi con 100 posti a sedere e cinque forni da installare all’interno della futura attività ristorativa. Uno di questi cinque forni sarà dedicato esclusivamente alla cottura di pizze senza glutine per i clienti celiaci. Ma il sogno più grande di Carlo è quello di aprire altre pizzerie come Oro Bianco in diverse parti d’Italia, proprio come ha fatto l’altrettanto giovane collega Michela Carbone.

Operativa a Torino con la Pizzeria Napoli, Michela si è rivelata, a detta di Carlo, un’ottima compagna di squadra: “Lavorare in due ripaga, è stata una bella e grande esperienza, il cui impegno ha fruttato questo inaspettato successo. Il segreto risiede nella valorizzazione dei nostri talenti, incrociati 2 anni fa a Milano per l’evento La Città della Pizza”. I risultati di tanto studio e applicazione, iniziati dal De Luca all’età di 14 anni, sono noti ormai da tempo.

Questo primo posto in “duetto” è infatti solo l’ultimo di una serie di vittorie e piazzamenti importanti: l’anno scorso risultò campione dei fritti sempre al Pizza DOC, e poi vanno ricordati un terzo posto per la pizza in pala al Pizza Village 2022 e un secondo posto invece per la pizza fritta, sempre nella kermesse partenopea. Merito anche della formazione ricevuta, tra i corsi seguiti a Pontecagnano (SA) e con l’Accademia Pizza DOC, e dei maestri incontrati sul suo percorso come Valerio Iessi dei Borboni o Angelo Tramontano della pizzeria 'O Sarracino.

Un 2023 ricco di emozioni forti per lo stabiese Stefano De Martino, maestro pizzaiolo neocampione del mondo al Campionato Pizza DOC 2023, conclusosi il 15 novembre al NEXT di Capaccio Paestum (SA). Il primo pizzaiolo e consulente della catena Capri Blu si è aggiudicato l’edizione numero nove del Campionato organizzato dall’Accademia Nazionale Pizza DOC di Antonio Giaccoli.

Il trentaquattrenne De Martino, originario di Castellammare di Stabia, ha trionfato sia per la categoria Pizza Contemporanea, sia come campione assoluto nazionale e Pizza DOC in the World 2023. Una vittoria inaspettata e perciò ancora più bella, “considerando che ero arrivato in gara con la sola idea di divertirmi dopo un anno già foriero di soddisfazioni”, spiega De Martino. Il nuovo campione si riferisce all'inserimento nella guida delle 250 Migliori Pizzerie del Mattino, a cura del giornalista e critico enogastronomico Luciano Pignataro, curatore di 50 Top Pizza.

La pizza che gli è valsa il successo in questa nona edizione del Campionato Pizza DOC è stata preparata con una crema di castagne del prete bollite con alloro, fiordilatte, porchetta d'Ariccia, maionese ai frutti di bosco e germogli freschi all'uscita dal forno.

Il mio impasto è frutto di tanto studio e sacrificio, numerose rinunce e dedizione, nonché di notti insonni e innumerevoli prove”, assicura il neolaureato campione mondiale. Per la pizza portata al Pizza Doc ho usato un blend di farine di tipo 0 con innesto di biga e poolish, che lascio solitamente fermentare a temperatura controllata per 24/48 ore – racconta -. Poi si passa al rinfresco e all’idratazione finale del 75 %. L’obiettivo è quello di garantire una pizza di qualità digeribile, scioglievole al palato, per offrire al consumatore finale un prodotto che racconti una storia e trasmetti un emozione”. 

Una narrazione a quanto pare molto convincente, a giudicare dalla media di 500/600 coperti al giorno e dalle tante pizze sfornate nel locale Capri Blu a Pompei (NA) la scorsa estate: il suo “habitat”, come ama definirlo De Martino. Da grandi numeri derivano grandi responsabilità, come quelle di formare brigate di cucina che siano in grado di portare avanti il progetto in piena autonomia anche in una nuova apertura a Nocera Inferiore (SA).

Lì imposteremo lo stesso format e formeremo nuove squadre per replicare il lavoro svolto in questi mesi a Pompei, rivelatosi una vera e propria start-up”, annuncia fiero De Martino.

Il coronamento di una carriera iniziata prestissimo dietro un bancone nel 2000, quando da bambino si innamorò della magia insita nell’arte bianca. La gavetta poi è continuata con varie esperienze all'estero, tra cui quella in Francia dove ha gestito 30 locali nelle vesti di direttore tecnico. 24 anni di mestiere, di sudore e fatica e lontananza dalla famiglia, dai suoi stessi figli, che gli hanno fruttato il tetto del mondo al Campionato mondiale Pizza DOC 2023, dopo altre vittorie come quella a Firenze per l’analogo trofeo di pizza nel 2016.

La pizza più rappresentativa di Alessandro Cardone nel suo ristorante pizzeria La Rosa dei Venti di Mede, in Provincia di Pavia, si chiama Da Sud a Nord. Essa si ispira un po’ alla cucina di Cannavacciuolo, agli ingredienti utilizzati e recupera anche il ricordo dei genitori emigrati al Nord. Un viaggio completamente opposto a quello che il giovane pizzaiolo lombardo di origini napoletane ha fatto per arrivare alla IX edizione del Campionato Mondiale Pizza DOC 2023. E per vincerlo, inaspettatamente, il 15 novembre scorso al NEXT di Capaccio Paestum (SA) nella categoria a squadre insieme a Simone Colloca, Ivan Forte, Rocco Borzumí, Giuseppe Piccolo: il Team Calabria DOC, coordinato dal maestro Vincenzo Fotia. Tra i fantastici 5 della brigata Calabria DOC Cardone è quello che ha proposto la pizza gourmet bianca condita con fiordilatte campano, una crema di cacio e pepe, guanciale arrostito a metà cottura e un cuore di carciofo arrostito, inserito però all'uscita dal forno. Il giovane maestro pizzaiolo preferisce la pizza classica a quella contemporanea, e predilige un impasto preparato con blend di farine 00 e 1 del Molino Caputo, con un doppio prefermento al 50 % lasciato a riposo 16 ore a una temperatura di 18 gradi, idratato al 72% e a cui vanno aggiunte altre 24 ore di lievitazione.

Classe 1994, Cardone ha frequentato la prestigiosa scuola Alma di Gualtiero Marchesi e si è formato col maestro Vincenzo Fotia, senza dimenticare tra i suoi insegnanti dell’arte bianca Raffaele Bonetta, Francesco Martucci e Morandin. Con alle spalle esperienze prevalentemente in Italia, in Lombardia e a Cervinia in Valle D'Aosta, Cardone è prossimo a partire per il Brasile con il coordinatore nazionale degli istruttori Pizza DOC Fotia e anche in Argentina, in qualità di istruttore Pizza DOC. Con l'Accademia Nazionale Pizza DOC collabora già da un anno e mezzo, dopo aver frequentato i corsi del maestro Bonetta circa 3 anni fa. Insieme alla vittoria di gruppo all’ultimo Campionato Pizza DOC, Cardone può vantare anche un 2° posto a Parma nel 2016 per la categoria mondiale presentazione, nonché un 2°, 3° e 5° posto al Campionato Nazionale di Calabria di Vibo Valentia l’aprile scorso.

Voglia, pazienza, formazione continua e mai considerarsi arrivati sono il poker giusto per affrontare questo lavoro”, spiega Cardone. E viene da aggiungere anche l’attenzione ai prodotti del territorio e alle eccellenze del Made in Italy, se per la sua rinomata e già citata pizza Da Sud a Nord ha utilizzato un presidio Slow Food quasi a km 0 come la cipolla rossa di Breme per la crema del topping. Un prodotto, prima fermentato e poi ripassato sotto cenere, che si sposa bene con il fiordilatte, la nduja, il pomodorino semidry, il basilico e un filetto di tonno in uscita dal forno. Cardone confessa però il suo debole per gli ingredienti del Sud Italia come il San Marzano DOP di Solania, i latticini di Latteria Sorrentina, e la già citata farina Caputo. Per il futuro spera di aprire un locale tutto suo e dal concept innovativo, magari in una grande città come Milano.

 

Notevole successo per Raffaele Caldarelli al Merano Wine Festival 2023. Il talentuoso pasticciere campano ha conquistato il pubblico e la commissione esaminatrice del prestigioso evento enogastronomico del Trentino che gli ha conferito quattro riconoscimenti per la qualità e la prelibatezza dei suoi panettoni.

Ad aggiudicarsi il “Premio Gold” il panettone “Milanese” (cult natalizio, soffice e leggero, armonizzato con buccia d’arancia semicandita, uva sultanina e cedro); il panettone “Pellecchiella” (dolce dal gusto singolare che coniuga il delicato sapore dell’albicocca al cioccolato bianco); il panettone “Bosco Bianco” (poesia per il palato grazie all’equilibrato mix di mirtilli, lamponi e ribes semicanditi, con copertura al cioccolato bianco). “Premio Platino” per una nuova proposta special: il panettone “Bianca”, caratterizzato da un impasto alla vaniglia e arricchito da cubetti di pesca semicandita, guarnito con una delicata ganache alla vaniglia bourbon.

A tal proposito, Raffaele Caldarelli ha dichiarato: “I premi ricevuti sono il risultato di un ottimo lavoro di squadra. Non avrei potuto ottenere un simile risultato da solo, senza l’indispensabile collaborazione di tutti coloro che, quotidianamente, si impegnano a lavorare con me e per me. Ringrazio i clienti che, ogni giorno, continuano a scegliere i miei prodotti; la loro fiducia è motivo di crescita personale e professionale. Grazie alla mia famiglia che crede in me e sostiene i miei sogni e grazie, in particolar modo, a Bianca, mia figlia, capace di ispirarmi ogni singolo giorno. Senza di lei il “Premio Platino” non avrebbe motivo di esistere”.

Il pastry chef ha ancora una volta dimostrato, durante uno dei più autorevoli eventi italiani del settore wine & food, che con competenza e creatività è possibile conferire nuovi invitanti sapori anche ai capolavori dolciari tradizionali.

Raffaele Caldarelli presenterà la nuova gamma di panettoni, ideati per il Natale 2023, il prossimo 16 novembre, alle ore 17:00, presso “Caldarelli Dolce e Salato” - Via Boscofangone, Isola 7 - CIS di Nola (NA). Un viaggio tra tradizione e innovazione, tra sapori autentici e raffinati.

 

Lunedì 23 Ottobre alle ore 18.30, presso lo stabilimento Solania in via Provinciale Nocera-Sarno (Località Fosso Imperatore) di Nocera Inferiore (SA), prenderà il via la VI edizione del consueto appuntamento Il Mio San Marzano, promosso da Solania srl, azienda leader nel settore della raccolta e della trasformazione del pomodoro San Marzano, in collaborazione con Perrella Network, distributore esclusivo di Solania in Campania e Molise.   

La manifestazione sarà ancora una volta la grande festa del pomodoro simbolo dell’Agro Sarnese Nocerino, con tanti ospiti. Su tutti svettano i due brand ambassador di Solania: Paolo Gramaglia, executive chef stella Michelin e patron del Ristorante President di Pompei; e Diego Vitagliano, il maestro pizzaiolo della pizzeria 10 Diego Vitagliano incoronata dalla classifica 50 Top Pizza 2023 come la migliore al mondo. Saranno presenti i docenti della scuola di cucina Dolce & Salato, gli chef Giuseppe Daddio e Aniello Di Caprio. Prevista la partecipazione anche dei maestri pizzaioli e degli istruttori sia di AVPN – l’Associazione Verace Pizza Napoletana, presieduta da Antonio Pace -, sia dell’associazione Pizza Doc, presieduta quest’ultima da Antonio Giaccoli. Ci saranno inoltre lo chef Marco Iavazzo - con il titolare della macelleria e hamburgheria Macellaio 4.0 Alfonso Alfano -, e Antonio Peluso, lo chef “scellato” della Locanda del Baccalà e ideatore del Baccalà Village. Il maestro gelatiere Davide Botti preparerà un gelato al pomodoro San Marzano.

La conduttrice del programma tv Linea Verde su Raiuno Monica Caradonna sarà l’ospite d’eccezione della serata condotta dalla nota presentatrice Veronica Maya, affiancata a sua volta dal giornalista Renato Rocco, direttore responsabile della Buona Tavola Magazine. L’evento vedrà la partecipazione di Luciano Pignataro, giornalista e critico enogastronomico de Il Mattino e del blog lucianopignataro.it, di Albert Sapere e di Barbara Guerra, curatori di 50 Top Pizza, la guida punto di riferimento del settore di cui Solania è partner.

l Mio San Marzano è un progetto ambizioso, fortemente voluto dall’amministratore unico di Solania srl Giuseppe Napoletano, grazie al quale pizzaioli e ristoratori possono scegliere il lotto di coltivazione e di produzione e personalizzare l'etichetta della latta di pomodoro San Marzano con il proprio logo, con la propria immagine o con qualsiasi altro segno distintivo. Il progetto risponde alle esigenze della comunità di pizzaioli e ristoratori che vogliono identificarsi in un prodotto e avere garanzia circa il controllo dell’intera filiera, dalla semina alla coltivazione, dalla trasformazione alla distribuzione, da quest’anno reso ancora più semplice grazie alla certificazione in Blockchain, realizzata da Authentico del CEO Pino Coletti che completa il percorso di trasparenza e sicurezza.

Uno dei più importanti festival europei che da quasi mezzo secolo porta a Roma non solo i grandi nomi storici della scena internazionale ma anche, con instancabile curiosità e sensibilità, quegli esponenti delle nuove generazioni che continuano a innovare un genere musicale per sua natura senza confini. Giunto alla 47^ edizione, torna il Roma Jazz Festival, che dal 2 al 26 novembre animerà la Capitale con 23 concerti fra l’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”, la Casa del jazz e il Monk Roma

Diretto da Mario Ciampà, il Roma Jazz Festival 2023 è realizzato con il contributo del MIC – Ministero della Cultura, di Roma Capitale ed è prodotto da IMF Foundation in co-realizzazione con Fondazione Musica per Roma.

Maestri indiscussi come John Scofield e gli Yellowjackets, musicisti visionari come Avishai Coen e MonoNeon, la voce stellare dell’America Black Judith Hill, lo spiritualismo cosmico di Nduduzo Makhathini, il “persian chamber jazz” di Eishan Ensemble e l’art pop dal sapore nordeuropeo di Jan Bang&Eivind Aarset Trio. L’avanguardia femminile di Anaïs Drago, Ilaria Capalbo e Cecilia Sanchietti e le esplorazioni rock di Vincent Peraini o di Francesco Bearzatti. Le fiabe jazz per i più piccoli e il gran finale con un trio d’eccezione guidato dall’immenso Shabaka Hutchings. Sono alcuni dei momenti più importanti di un inebriante vortice di suoni e ritmi di ogni genere, da ogni parte del mondo, che si espande per un mese intero, per aggiornare la cartografia del jazz e indagare le tracce seminali della scena che verrà.

Sempre in perfetta sintonia con le grandi tematiche che segnano il nostro presente il Roma Jazz Festival 2023 ruota intorno al concetto di “transizione”. 

“In un mondo dove la “transizione” ecologica, tecnologica, economica e sociale, rappresenta una delle principali priorità, la musica jazz, sempre attenta ai cambiamenti, non poteva che generare una ulteriore transizione stilistica” - commenta il direttore artistico Mario Ciampà. - “Oggi, la linea di demarcazione tra jazz, musica elettronica, musica contemporanea, musica popolare, rap o pop è diventata sempre più sottile e sfumata. Gli artisti dell’avanguardia contemporanea stanno creando una fusione unica in costante divenire che sfida le convenzioni e non ha paura di evolvere verso qualcosa di nuovo. Il jazz contemporaneo è diventato un terreno fertile per l'esplorazione e l'espressione individuale, permettendo agli artisti di spingersi al limite delle loro abilità e di farsi portavoce di un messaggio di condivisione, integrazione e libertà”.

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