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Cinema / TV

Cinema / TV (64)

Come annunciato al Tg1 sarà Carlo Conti il nuovo Direttore artistico e conduttore del Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Una decisione unanime dei vertici aziendali, l’Amministratore delegato Roberto Sergio e il Direttore generale Giampaolo Rossi di concerto con il Direttore Intrattenimento Prime Time Marcello Ciannamea.

Per i prossimi due anni Conti sarà al timone del più importante evento multimediale nazionale organizzato dalla Rai e dal Comune di Sanremo. Per il conduttore non si tratta di un semplice ritorno al Festival ma di una nuova sfida che, come obiettivo, ha quello  di continuare a promuovere e valorizzare le nuove tendenze, cosi come fece nelle tre edizioni di successo, dal 2015 al 2017, che vide lanciare artisti oggi protagonisti della musica italiana. Il Direttore artistico è già al lavoro per un Festival con tante sorprese e novità.

In occasione della Giornata della legalità, andrà onda su Rai1, il 23 maggio 2024 Mascaria, film tv drammatico diretto da Isabella Leoni, una coproduzione Rai Fiction - Red Film, interpretato da Fabrizio Ferracane, Manuela Ventura, Christian Roberto, Flavia OrecchioCostantino Comito, Andrea Tidona, Gaetano Aronica, Beniamino Marcone e con Fortunato Cerlino.

Il TV movie, liberamente ispirato a una storia vera, è scritto da Giancarlo Germino e Maura Nuccetelli, con la collaborazione di Giovanni Filippetto. La direzione della fotografia è firmata da Daniele Muscolo, i costumi sono di Giuliana Cau, le scenografie di Nino Formica.

Pietro Ferrara è un costruttore siciliano che per poter lavorare è costretto come tanti a pagare il pizzo. Ma un giorno si fa coraggio e denuncia. È una rivoluzione: i mafiosi che lo vessavano vengono arrestati e per la prima volta condannati a molti anni di prigione. Pietro, di natura schivo e riservato, diventa il volto della clamorosa vittoria. La vendetta dei mafiosi arriva nel modo più subdolo quando RIZZO, il capomafia che per anni lo aveva taglieggiato e che Pietro fra l’altro aveva frequentato da ragazzino, lo accusa pubblicamente di essere stato suo socio in affari. Sono solo fandonie, puro fango, ma ormai Pietro è mascariato (calunniato) e incredibilmente viene rinviato a giudizio per associazione mafiosa. Da accusatore è diventato imputato. E come tale deve difendersi, resistere: per sé, per i suoi dipendenti e soprattutto per la sua amata famiglia. Al suo fianco, in quella che diventerà un’estenuante battaglia giudiziaria, c’è l’Avvocato Baldani, esperto in processi di mafia, che sarà costretto a ridefinire di continuo la propria strategia difensiva, diventando per Pietro una fonte di sostegno che va oltre il rapporto professionista - cliente.

Inevitabilmente le vicende giudiziarie di Pietro si ripercuotono sulla vita della famiglia. La moglie Mimma coltiva il sogno di trasferirsi in un’altra regione per costruire una vita diversa per i suoi figli. È una donna innamorata e premurosa, ma anche forte e lungimirante. La roccia a cui tutti si aggrappano. Dei tre figli, il maggiore, Riccardo è quello che più si scontra con il padre, soprattutto quando Pietro, preoccupato di possibili ritorsioni da parte della mafia dopo la denuncia, tende a limitare la sua libertà di movimento. Riccardo ha un carattere ribelle e vive una vita serena, tra amoretti e pallone, senza sapere nulla dei guai del padre. Ma un giorno scoprirà la verità e, da ragazzo sensibile qual è, saprà schierarsi dalla sua parte. Al punto che, diventato adulto, sarà lui a prendere in mano l’azienda del padre, cercando di tenerla a galla nonostante gli ostacoli che il sistema giudiziario pone sul loro cammino. Primo fra tutti, l’esclusione dalla white list, con la conseguente impossibilità di lavorare negli appalti pubblici, in quanto Pietro è coinvolto in un procedimento giudiziario per mafia. Proprio lui, che per combattere la mafia ha messo in pericolo l’azienda, la sua vita e persino la famiglia, si vede negare l’accesso al lavoro…

International Cinema e Armeni G.E.S. Productions presentano Mya – Un sogno da vivere, il nuovo lungometraggio diretto da Federico Moccia, autore del best seller Tre metri sopra il cielo e regista di Scusa ma ti chiamo amore Amore 14, che sarà nei cinema a partire dal 20 Maggio 2024.

Sceneggiato dallo stesso Moccia insieme a Luca BiglioneAndrea Cacciavillani Angelo BorsaMya – Un sogno da vivere nasce da un soggetto scritto dall’attrice napoletana Flora Vona, che veste anche i panni della protagonista del film affiancata da un ricco cast comprendente Vincent RiottaLudovico FremontMirko FrezzaRaffaele BuranelliNathalie Rapti GomezMaverick Lo BiancoAlessio Di DomenicantonioAndrea GarofaloElena PrestiPio StellaccioAnna Tangredi e, come special guest, il cantautore Gianluca Grignani; del quale, oltretutto, alcuni brani inediti sono presenti all’interno della colonna sonora.

Mya è una giovane bellezza mediterranea che, accompagnata dal tastierista Lucio, si esibisce cantando in un pub... ma, una volta terminata la serata, indossa il grembiule e pulisce i tavoli del locale. Per lei, infatti, cantare è ancora solo un hobby, un sogno che spera di coronare partecipando ad un concorso canoro dove, nonostante la vittoria di Blonde, eterea cantante appoggiata dall’affascinante impresario discografico Mimmo Bonetti, viene notata da Fulvio, agente musicale di serie B che l’assolda per una piccola tournée. Da qui inizia per lei un periodo di concerti durante i quali è costretta a lasciare il figlio tredicenne Carlo dalla coppia di amici Daniele e Silvia, considerando che il padre è scappato all’annuncio della gravidanza, con il nonno materno non ha rapporti da molti anni e il fratello sempre “fumato” Davide è coinvolto nella tournée come tecnico del suono. Oltretutto la strada per il successo è tutt’altro che semplice, tra esibizioni in locali scalcinati, dipendenza da cocaina e alcool e immancabili avances sessuali da parte di chi dovrebbe aiutarla… man mano che retroscena legati al passato, intrighi sentimentali e dramma s’intrecciano in un’appassionante vicenda a base di note musicali.

Flora Vona dichiara: “Nella fase embrionale dell'idea del soggetto di Mya il mio pensiero era rivolto ad Amy Winehouse, artista prematuramente scomparsa a soli ventisette anni, età che segna tristemente, a quanto pare, la morte di tanti musicisti internazionali famosi. Nonostante avesse dalla sua parte un talento indiscutibile, travolgente e catalizzante, Amy Winehouse non riusciva a rendersi conto della sua immensa luce. Questo suo stato d'animo mi ha sempre colpita profondamente, perché molti artisti vivono disagi e turbamenti legati spesso a traumi infantili o di vita che si riversano prepotentemente nell'ambito artistico, emotivo ed espressivo. Quando seppi della sua morte provai un immenso dolore misto a rabbia, perché credo che le sofferenze nella nostra vita debbano sicuramente essere metabolizzate e rielaborate, ma, soprattutto, diventare il motore, il fuoco dal quale trarre forza e resilienza per ottenere la giustizia che ogni essere umano che ha toccato il fondo debba ottenere. Questo film non è autobiografico, ma desideravo sporcarmi dal punto di vista attoriale e immedesimarmi nelle vicissitudini del personaggio”.

La fotografia di Mya è di Daniele Poli, mentre il montaggio è di Gianni Del Popolo, i costumi di Stefano Giovani, le scenografie di Andrea Fiaschi ed Angelo Parisi, il trucco di Maura Fabbris e Fabio De Stefano, i capelli di Marco Scotti, le musiche di Gianluca GrignaniFlora Vona, Musiche originali Massimiliano Lo Pinto e Salvatore Massimo Vitrano.

Produttore esecutivo Christian Vitale per International Cinema Srl, produttore associato Silvia Armeni per Armeni G.E.S. Production SrlMya - Un sogno da vivere sarà nei cinema dal 20 Maggio 2024 e distribuito da International Cinema SrlProdotto con il sostegno di MIBACT e Regione Lazio. Product placement di Enega Energia e Istituto Europeo di Psicologia Subliminale.

Esce nei cinema il 18 luglio 2024, distribuito da Iperuranio Film in collaborazione con CG Entertainment, The Well, il nuovo, feroce horror firmato da Federico Zampaglione (già autore di Nero BifamiliareShadow, Tulpa – Perdizioni mortali, Morrison), prodotto da Iperuranio Film e sceneggiato dallo stesso Zampaglione con il produttore Stefano Masi, già venduto in oltre 80 Paesi nel mondo, tra cui gli Stati Uniti, dove uscirà in sala, record per un film di genere italiano. The Well, interpretato da Lauren LaVera (già protagonista di Terrifier 2), Claudia Gerini, Lorenzo Renzi, Linda Zampaglione, Jonathan Dylan King, Taylor Zaudtke, Gianluigi Calvani, Yassine Fadel e Courage Oviawe, vede anche l'interpretazione di Giovanni Lombardo Radice nel suo ultimo ruolo in un film, girato prima della sua scomparsa. Uno dei volti cardine del cinema horror italiano, Lombardo Radice ha girato film-cult del genere come Apocalypse domani, La casa sperduta nel parco, Paura nella città dei morti viventi, Cannibal Ferox, La chiesa e La setta.

The Well racconta di Lisa Gray (Lauren LaVera), restauratrice d'arte statunitense alla prima, importante missione, chiamata in un piccolo villaggio italiano per riportare all'antico splendore un dipinto medievale rovinato da un incendio. Non sa che sta mettendo la propria vita in pericolo, a causa di una antica maledizione che genera creature maligne, sangue e atroci sofferenze.

"The Well è il mio film più cupo, inquietante e feroce.... ma io lo trovo anche disperatamente romantico commenta  Zampaglione – Da sempre amo profondamente questo genere, perché parla all'animo umano, indaga le nostre paure sconosciute e si perde nell'oscurità profonda, aggrappandosi a un filo di luce. The Well spinge alle emozioni più estreme, distruggendo il confine tra realtà e fantasia, tra Bene e Male, Vita e Morte. Scoprirete che il Male ha nuove profondità".

Girato in luoghi intorno a Roma, da Saracinesco, a Palazzo Cenci Bolognetti di Vicovaro, al Castello Theodoli di Sambuci come location principale, il film ha già iniziato un suo tour nei migliori festival del mondo horror e fantastico, raccogliendo ovunque successi di critica e pubblico, dall'anteprima al Sitges International Fantastic Film Festival (sezione Midnight X-treme), allo Screamfest Horror Film Festival di Los Angeles, al Fantasporto Oporto International Film Festival al Glasgow Film Festival, passando per il Trieste Science+Fiction Festival e il Ravenna Nightmare Film Fest. CG Entertainment si occuperà anche della distribuzione in streaming e in home video dal prossimo autunno.

The Well vanta un cast tecnico di primo piano: la direzione della fotografia è firmata da Andrea Arnone (già operatore in Spider-Man: Far From Home), il montaggio da Eric Strand (Donnie Darko), gli effetti speciali prostetici sono realizzati da Carlo Diamantini (Il racconto dei racconti), i costumi sono di Antonella Balsamo, il trucco di Federica Puglielli, le scenografie di Blazej Wasiak e le musiche sono state composte da Oran Loyfer, Luca ChiaravalliFederico Francesco Zampaglione.

Il 23 maggio 2024 esce nelle sale, distribuito da EuropicturesIo e il Secco, film di Gianluca Santoni interpretato da Andrea Lattanzi, Francesco Lombardo, Barbara Ronchi, Andrea Sartoretti Swamy Rotolo. Il film, tratto da una storia originale che ha vinto il Premio Solinas, è scritto da Michela Straniero e dallo stesso regista ed è prodotto da Ines Vasiljević e Stefano Sardo per Nightswim con Rai Cinema, in coproduzione con Antitalent e in associazione con Sajama Films.

Il film aprirà – martedì 7 maggio - il Riviera Film Festival a Sestri Levante (GE), unico film italiano in concorso e con una giuria che vede tra gli altri, i Premi Oscar Susan Sarandon e Pietro Scalia. La proiezione si tiene al Cinema Ariston alla presenza in sala del regista Gianluca Santoni, degli interpreti Barbara Ronchi, Andrea Lattanzi Andrea Sartoretti e del produttore Stefano Sardo. Il giorno dopo, mercoledì 8 maggio, proiezione del film come Evento Speciale di pre-apertura del Bellaria Film Festival. Alle ore 17:30 al Cinema Astra Casa Rossa, alla presenza del regista, degli attori Barbara RonchiAndrea Lattanzi e del giovanissimo interprete Francesco Lombardo.

Io e il Secco, realizzato col contributo del MIC - Ministero della Cultura e con il sostegno della Regione Emilia- Romagna attraverso l’Emilia-Romagna Film Commission, ha vinto ad Alice nella Città 2023 la Menzione speciale ‘The Hollywood Reporter Roma - Uno sguardo sul Futuro’ per la regia, con questa motivazione: “Per il segno già così sicuro, per le inquadrature che denotano personalità e una continuità stilistica con la tradizione più alta del cinema italiano, con l’augurio di proseguire la sua ricerca, e l’attesa per i suoi prossimi passi”.

Per il film d’esordio di Gianluca Santoni, Davide Pavanello, in arte Dade, firma la sua prima colonna sonora originale. Prima bassista dei Linea 77 e poi nella band di Salmo, Dade è un produttore che si muove con agilità fra i generi. La soundtrack include anche un classico della musica italiana, Sere Nere di Tiziano Ferro, re-interpretata in chiave intimista dai Santi Francesi, il duo vincitore di XFactor.

Il film racconta di Denni, dieci anni e una missione da compiere: salvare sua madre dalla violenza di suo padre. Piccolo è, da solo non ce la può fare. Decide di chiedere aiuto a uno che la gente la uccide di mestiere: un super-killer. La persona scelta è Il Secco, che non è un criminale, ma un innocuo sbandato con un disperato bisogno di soldi, che finge di accettare l'incarico, ma solo per derubare il padre del bambino. L'incontro tra Denni e Il Secco dà vita a un'avventura che oscilla tra dramma e commedia, un buddy movie ad altezza bambino, in bilico tra la fantasia e una realtà anche troppo cruda. I due vivranno un’esperienza che li porterà a interrogarsi sul senso dell’essere uomini, e sulla paura e il mistero che unisce e separa padri e figli.

Un viaggio indietro nel tempo lungo 60 anni, per riscoprire la musica, le trasmissioni televisive, gli oggetti, le mode e i fatti di cronaca che più hanno interessato il nostro passato. Sabato 27 aprile alle 21.25 su Rai 1, va in onda il quarto appuntamento con “I Migliori Anni”, il varietà  condotto da Carlo Conti,  tutto nel segno dei ricordi e delle emozioni, per far rivivere  al pubblico le magiche atmosfere del passato, che meritano di essere vissute anche dalle generazioni più giovani. I cantanti ospiti  nel programma daranno vita a un suggestivo viaggio a ritroso nella storia della musica, eseguendo i brani più celebri dei decenni passati. Sul palco anche grandissimi nomi del panorama internazionale, come il cantautore americano Christopher Cross, più volte vincitore di Grammy Awards, lo scozzese Midge Ure, cantante prima dei Visage e poi degli Ultravox, l’inglese Eric Burdon, leader degli Animals e dal 1994 nella ‘Rock and Roll Hall of Fame’ e Lee John, voce e front-man degli Imagination, gruppo dance autore di successi come ‘Just an illusion’, ‘Body Talk’ e ‘Music and lights’.

A rappresentare la scena italiana invece, icone della musica come il cantautore Michele Zarrillo, Marcella Bella, Gigliola Cinquetti e Rosanna Fratello con i loro intramontabili successi, gli Zero Assoluto, il gruppo beat Giuliano e i Notturni. Se la musica è fondamentale, le ‘parole’ non lo sono di meno: questa volta tocca all’attore e regista Vincenzo Salemme raccontare le sua personale hit parade di personaggi, canzoni e oggetti che hanno segnato il suo cammino umano e artistico. Le parole sono anche protagoniste dei momenti divertenti affidati a Maurizio Battista: il comico con uno sguardo molto personale, farà sorridere parlando delle vecchie abitudini impresse nella memoria, ma ormai superate. Gli oggetti de ‘I Migliori Anni’ sono anche i protagonisti di una divertente parentesi in compagnia di Giorgio Mastrota che, con la sua grande forza di persuasione, li descriverà in un modo inusuale e ironico, riportando il pubblico ai tempi d'oro delle televendite.

Un ‘chorus’ di 30 tra ballerini e ballerine, con abbigliamenti d’epoca, animerà con le sue coreografie le hit dei vari decenni. Uno spazio dedicato anche  alla ‘Future Box’, la ‘capsula del tempo’ nella quale sono inseriti i personaggi, gli oggetti e i dischi (33 o 45 giri) che hanno segnato 60 anni della nostra storia e non dovranno assolutamente mancare alle future generazioni.

Il pubblico dei più giovani è attivamente presente in studio: in tutte le puntate un gruppo di 60 tra ragazze e ragazzi, tra i 18 e i 24 anni, con il loro inseparabile telefonino, mandano al programma messaggi ‘in diretta', con commenti e impressioni: i messaggi più interessanti possono diventare motivo di incontro e/o di discussione con il conduttore e i suoi ospiti sul palcoscenico.

"I Migliori Anni" è basato su un format creato da Endemol Shine Italy Spa e Direzione Intrattenimento Prime Time Rai e distribuito da Banijay Group. La regia è firmata da Maurizio Pagnussat.

Se molte possono vantare il titolo di “dive”, poche possono affermare di essere rimaste tali per sempre. Con la sua inconfondibile chioma rossa, la sua voce calda e particolarissima ed una personalità unica, Milva è riuscita ad entrare nel cuore degli italiani e a farsi conoscere per chi era veramente: un’artista indimenticabile, una diva in eterno.

“Milva, diva per sempre”, regia di Angelo Longoni, prodotto da Elide Melli per Cosmo P. Eu in collaborazione con Rai Documentari, in onda venerdì 3 maggio in prima serata su Rai Tre, ricostruisce la vita e la carriera di Milva, consentendoci di comprendere l’evoluzione culturale dell’Italia dagli anni Cinquanta fino al nuovo millennio.

Emerge un ritratto emotivo, introspettivo, a tratti leggero e spensierato, a tratti drammatico, costruito attraverso le testimonianze di sua figlia Martina Corgnati, del suo ultimo compagno di vita Massimo Gallerani ed il prezioso materiale di repertorio relativo alle sue esibizioni dal vivo e ai contributi di chi l’ha conosciuta e amata come artista. Tra questi, Theodorakis, Vangelis, Jannacci, Battiato, Piazzolla e Alda MeriniIva Zanicchi e Gigliola Cinquetti, alcuni giornalisti e scrittori, ma anche lei stessa, con gli stralci delle innumerevoli interviste rilasciate durante la sua lunga carriera.

Con “Milva, diva per sempre”, Rai Documentari restituisce lo spessore artistico e il profilo più intimo di una cantante straordinaria che ha segnato per sempre la storia della musica italiana, per ricordare e far conoscere l’inestimabile patrimonio culturale e umano che ci ha lasciato.

Sarà disponibile dal 6 aprile, in esclusiva su RaiPlay“La folle vita” (titolo originale La vie démente), il film diretto da Raphaël Balboni e Ann Sirot, vincitore di numerosi premi tra i quali 7 Magritte Awards su 12 nominations, tra cui miglior film, miglior attore protagonista e miglior attrice protagonista.

Alex (Jean Le Peltier) e Noémi (Lucie Debay) sono una coppia sulla trentina che progetta di avere un figlio. I loro piani però vengono stravolti quando Suzanne, la madre di Alex, inizia a fare cose strane. La donna è affetta da “demenza semantica”, una malattia neurodegenerativa, come l’Alzheimer, che influenza il suo comportamento: spende generosamente, fa visite notturne ai vicini per mangiare un toast, si fabbrica una patente falsa con colla e forbici. Alex e Noémie entrano in crisi: è davvero il momento giusto per avere un figlio quando tua madre sembra essere tornata una bambina?

Il rapporto madre/figlio è il fulcro della storia. Il film diventa una sorta di “coming of age”, un percorso di emancipazione. Imparando ad accettare Suzanne per quella che è, e smettendo di preoccuparsi di come potrebbe essere vista dalla società, Alex cambia il suo modo di approcciarsi al mondo. Smette di giudicare il comportamento di Suzanne, e inizia a vederla come una nuova persona, qualcuno che può amare e apprezzare per come davvero è. "La folle vita" mescola sapientemente l’attenta analisi di un caso clinico con scene esilaranti e momenti di suggestiva follia visiva. L’interpretazione di Joe Deseure nei panni Suzanne resta scolpita nella memoria di chiunque abbia avuto in famiglia un caso simile e ci porta a vedere con più leggerezza anche le situazioni più drammatiche.

Secondo i due registi, questo film è un’opportunità per riflettere sulla malattia, sul modo in cui trattiamo questo aspetto della vita nel quotidiano, e in generale, in relazione alla società. E citano un detto che recita “La cosa più importante non è ciò che accade, ma ciò che impariamo da ciò che accade”.

Nel cast Lucie Debay, Jo Deseure, Jean Le Peltier, Gilles Remiche, Vincent Lecuyer, Joëlle Franco, Annette Gatta, Estelle Marion, Marie Henry.

 

Esce il 12 marzo al cinema, distribuito da Roble Factory, 'Il diavolo è Dragan Cygan', esordio nel lungometraggio di Emiliano Locatelli, film interpretato da Enzo Salvi, Sebastiano Somma, Adolfo Margiotta, Gennaro Lillio, Ivan Boragine, Giovanni Carta, Emy Bergamo, Carlotta Rondana e Lara Balbo. Prodotto da Roble Factory, Method, in collaborazione con Whitedust Productions e Nuovaera Film, il film si avvale della direzione della fotografia di Tomaso Aramini, del montaggio di Lorenzo Muto e Pier Damiano Benghi, delle scenografie di Massimiliano Mereu e Roberto Papi, dei costumi di Arturo Montoro e Alice Sinnl e delle musiche di Emanuele Braga. 'Il diavolo è Dragan Cygan' sarà protagonista di un tour nelle principali città italiane, alla presenza del regista e del cast. Si parte Martedì 12 marzo con Roma, con la proiezione alle ore 20.30 presso il Cinema Adriano.

Dragan, ex rapinatore redento dal passato misterioso e Daniele, umile operaio, giovane padre di Andrea e marito di Sofia, condividono entrambi la passione per il gioco degli scacchi, grazie alla quale diventano presto ottimi amici. Quando il signor Assante, facoltoso e spietato imprenditore, padre di una figlia con problemi di tossicodipendenza, decide di trasferire la sua azienda all’estero dove i profitti sono maggiori, Daniele, rimasto senza lavoro e disperato per le disastrose condizioni finanziarie nelle quali versa la sua famiglia, convince Dragan, inizialmente restio nell’accettare la proposta, a ripercorrere il proprio passato. Il destino del poliziotto Fabrizio, marito violento e padre assente, si legherà indissolubilmente a quello degli altri tre protagonisti, facendo convergere in modo definitivo e irreparabile gli eventi.

Il diavolo è Dragan Cygan – sottolinea il regista Emiliano Locatelli -  è una storia di amicizia e vendetta, il racconto corale di quattro personaggi agli antipodi, i cui destini apparentemente paralleli si incorociano in modo irreparabile. A cavallo tra il thriller e il poliziesco, alternando fasi più intimiste a scene concitate, è un film di genere drammatico che affronta tematiche sociali tipiche di un certo cinema d’autore, penso a quello di Ken Loach ed Elio Petri per esempio. È questa l’utopia intrinseca del film: far riflettere intrattenendo, tentativo ambizioso di ibridazione tra film di genere e cinema d’autore”.

Emiliano Locatelli nasce nel 1984 a Priverno (Latina). Laureato in Arti e Scienze dello Spettacolo presso l'Università La Sapienza di Roma con una tesi su Gus Van Sant e Nicolas Roeg, nel 2006 partecipa al primo Festival del Cinema di Roma come membro della Giuria popolare, selezionata personalmente dal maestro Ettore Scola. Nel 2008 frequenta la scuola per filmakers ACT Multimedia di Cinecittà e nel 2009 fonda la sua prima casa di produzione, la Whitedust Productions, che svolge attività di produzione audiovisiva e musicale. Nel frattempo lavora come tecnico del suono e microfonista per varie produzioni cinematografiche, tra le quali spiccano alcuni lungometraggi con attori del calibro di Danny Glover, Rutger Hauer, Deryl Hanna e Michael Madsen. Nel 2014 pubblica il suo romanzo d’esordio Io sono Vendetta, tra il thriller, il noir e il fumettistico, che viene selezionato dalla Scuola Holden di Torino nel 2016 come finalista del premio letterario ilmioesordio, indetto da ilmiolibro.it, piattaforma del gruppo editoriale LaRepubblica/L’Espresso. Autore di tre cortometraggi (Anarchist, Viva Violence, L’educatore) e di videoclip per band emergenti come Floorshow e Legittimo Brigantaggio. Nel 2020 dirige Il pluripremiato cortometraggio Solamente tu (disponibile su Amazon Prime Video), co-sceneggiato insieme all’attore Enzo Salvi, che riceve, tra gli altri, il premio per il miglior attore protagonista al festival Cortinametraggio 2021.

In occasione della Giornata della Memoria, andrà in onda venerdì 26 gennaio, in seconda serata su Rai Tre, il documentario intitolato Storie della Shoah in Italia. I Giusti, prodotto dalla Fondazione Museo della Shoah in collaborazione con Rai Documentari e con il sostegno dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania a Roma e dell’UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane).

Inoltre il documentario gode dei seguenti patrocini: Presidenza del Consiglio dei MinistriMinistero della CulturaAmbasciata d’Israele in ItaliaRegione LazioRoma CapitaleUCEI – Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Comunità Ebraica di RomaAssociazione Figli della Shoah.Il documentario viene proposto come seguito di un primo progetto realizzato dalla Fondazione Museo della Shoah di Roma, andato in onda su Rai2: Storie della Shoah in Italia. I complici.

Il progetto di taglio storico-divulgativo del primo documentario, basato sulle più recenti acquisizioni della storiografia italiana e internazionale, prosegue con il racconto delle vicende di coloro che hanno aiutato gli ebrei durante il periodo dell’occupazione nazista dell’Italia. I Giusti fra le Nazioni sono infatti coloro i quali hanno aiutato, a rischio della vita, gli ebrei. Nascondendoli, fornendo cibo, medicine e documenti falsi o organizzando vere e proprie reti di solidarietà, allo scopo di metterli al sicuro dalla persecuzione nazi-fascista. Il titolo di Giusto viene conferito dallo Stato di Israele dopo una rigorosa indagine storico-scientifica che accerta l’effettiva realtà dei fatti.

Le vicende di alcuni Giusti sono già state raccontate in film e sceneggiati di successo in tutto il mondo (ad esempio con i film “Schindler’s List”, o “Perlasca”), tuttavia mancava un documentario che divulgasse in maniera ampia e rigorosa storie meno conosciute ma altrettanto importanti. Il documentario racconta infatti storie di persone comuni, per far conoscere la banalità del bene di tanti italiani che rischiarono, senza chiedere nulla in cambio, le loro vite per aiutare i perseguitati ebrei.

Per raccontare la storia dei Giusti tra le Nazioni Italiani gli autori si concentrano su alcune delle molte vicende avvenute in Italia tra il 1943 ed il 1945, per dare una visione d’insieme del fenomeno in tutta la sua complessità.

Attraverso l’intervista alla storica Chiara Dogliotti si ricostruisce la storia del cardinale Pietro Boetto e del suo segretario Don Francesco Repetto, che a Genova, operarono assieme ad una organizzazione ebraica creando una rete di aiuto e solidarietà che permise la salvezza di centinaia di perseguitati, alcuni dei quali riuscirono, grazie a questa stessa rete, a fuggire in Svizzera. La testimonianza di Nicoletta Teglio, figlia di Massimo Teglio, aviatore genovese di religione ebraica che collaborò con la Chiesa cattolica nel creare la rete di solidarietà, racconta con grande lucidità gli eventi che l’hanno visto protagonista.

Il commendatore Alberto Zapponini editore della “Guida Monaci”, a Roma, nascose negli uffici della sua società la famiglia Fiorentini per tutto il periodo dell’occupazione nazista della Capitale. Grazie alla testimonianza di Mirella Fiorentini, che ha concesso una emozionante intervista, nel 2021 Alberto Zapponini è stato riconosciuto Giusto tra le Nazioni

Mario Martella era un tipografo romano che riuscì ad avvertire in tempo la famiglia Sabbadini, proprietari di una tipografia, della razzia del 16 ottobre, e successivamente salvò gli anziani della stessa famiglia, prelevandoli con la sua auto e nascondendoli nella sua abitazione di campagna. Martella rileva la tipografia dei Sabbadini, la mantiene efficiente e nel dopoguerra la restituisce ai legittimi proprietari. Nel 2008 Mario Martella viene nominato Giusto tra le Nazioni. La vicenda viene ricostruita attraverso i ricordi della figlia Carla, di Paolo Sabbadini e con una intervista allo stesso Mario Martella registrata pochi anni prima della sua morte ed inedita in televisione.

Bruno Fantera, all’epoca ventiduenne, salvò la famiglia di Gino Moscati allora Shammash (custode) della Sinagoga di Roma. Questa vicenda viene raccontata attraverso le testimonianze inedite dei protagonisti: Bruno Fantera intervistato dal nipote Francesco e Giacomo (Mino) Moscati, all’epoca quattordicenne, intervistato nel 2015, pochi anni prima della morte. 

Il documentario si sviluppa attraverso gli interventi della storica Isabella Insolvibile, che racconta le vicende dei Giusti a Gerusalemme, nel Giardino dei Giusti, all’interno dell’Istituto Yad Vashem.

Sempre a Gerusalemme sono stati intervistati Yoel Zisenwine, direttore del dipartimento dei Giusti, e Iael Nidam-Orvieto, italiana a capo del centro ricerche, dell’Istituto Yad Vashem. All’interno della Sinagoga italiana a Gerusalemme è stato intervistato Sergio Della Pergola, professore emerito dell’Università Ebraica di Gerusalemme e membro della Commissione che assegna l’onorificenza di Giusto tra le Nazioni.

Sono stati anche intervistati storici esperti nella storia della Shoah in Italia, tra gli altri Gabriele Rigano, Amedeo Osti Guerrazzi e la già citata Chiara Dogliotti.

Storie della shoah in Italia. I Giusti con la regia di Alessandro Arangio Ruiz, contiene le musiche originali di Leonardo Svidercoschi, filmati di repertorio provenienti da archivi storici dell’Istituto Luce e del CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea), documenti originali e fotografie provenienti da archivi storici pubblici e privati.

Il documentario "Storie della Shoah in Italia. I Giusti", in proattiva antitesi con il precedente lavoro della Fondazione focalizzato sulle figure dei "complici" della Shoah, dichiara il Presidente della Fondazione Mario Venezia, rivolge l'attenzione alla parte edificante della Storia, in netta continuità con lo spirito della Fondazione, dei suoi Collaboratori e Donatori. La scelta di porre l'accento su una dimensione positiva testimonia l'Impegno costante della Fondazione nel contribuire a una comunicazione sobria ed equilibrata, in contrapposizione alla brusca retorica antisemita, tornata purtroppo alla ribalta nei tempi correnti.  La programmazione futura si configura come fulcro delle attività della Fondazione e, in questo caso, la prospettiva costruttiva emerge non solo nella linea narrativa, ma anche nei contenuti del documentario. Confidiamo che questo prodotto possa ispirare un senso di riflessione e di apprezzamento per le azioni coraggiose compiute durante quei periodi bui, e che contribuisca in modo esemplificativo alla diffusione di valori umani fondamentali, soprattutto nella Scuola, da sempre partner privilegiata della Fondazione. 

Il regista, Alessandro Arangio Ruiz, lavora dagli anni ’80 nel mondo del cinema e della televisione occupando diverse mansioni. Dalla prima edizione del Festival del documentario “Visioni dal Mondo” fa parte del comitato di selezione, responsabile delle giurie e presentatore del concorso italiano durante i giorni del Festival. Ha curato per tre anni la sezione Docudrama del RomaFictionFest.

I principali documentari in cui ha lavorato:

  • Ribelli per amore: i cattolici e la Resistenza e Alcide De Gasperi – Un uomo di Stato. Autore e produttore, entrambi andati in onda nel 2003 nella serie La Storia siamo noi.
  • Lunedì Sera: Giulio Bosetti e Glauco Mauri. Produttore, autore e regista dei due documentari andati in onda nel 2004 su RAI DOC.
  • Somalia, Un leone senza denti I figli dell’Ararat. Organizzatore generale per i due documentari andati in onda nel 2011 su Rai 3, coprodotti con Rai Cinema.

Storie della Shoah in Italia. I Giusti è il suo secondo documentario prodotto dalla Fondazione Museo della Shoah.

Isabella Insolvibile è una storica, autrice di volumi sulla Resistenza, la prigionia e i crimini di guerra. Collabora con la Fondazione Museo della Shoah ed è membro del comitato scientifico della trasmissione televisiva di Rai 3, condotta da Paolo Mieli, “Passato e Presente”, della quale è ospite ricorrente. Consulente scientifica e conduttrice di programmi di Rai Cultura-Rai Storia dal 2015, ha recentemente lavorato per due documentari della serie “Nel secolo breve”, in onda su Rai Storia e, per gli anniversari del 2023, su Rai 3: 1943: lo sbarco in Sicilia e 1943: la Resistenza a Cefalonia e Corfù. In occasione delle due ultime Feste della Liberazione, è stata il volto dei documentari realizzati dalla Rai sui luoghi della visita del Presidente della Repubblica: La strage di Acerra (25.4.2022) e La strage di Boves (25.4.2023). Con la Fondazione Museo della Shoah, ha lavorato come autrice e conduttrice del primo dei documentari della serie Storie della Shoah, dal titolo I complici (regia di A. Arangio Ruiz, 2022).

Amedeo Osti Guerrazzi, è ricercatore in storia contemporanea presso l’Università di Padova.  Ha collaborato con l'Istituto storico germanico di Roma e con la Fondazione Museo della Shoah. E’ autore di numerose pubblicazioni sul tema del fascismo e della persecuzione antiebraica. E’ autore del documentario “Storie della Shoah in Italia. I complici” (2022), per la regia di Alessandro Arangio Ruiz. Ha svolto attività di consulenza per il documentario “1938. Quando scoprimmo di non essere più italiani”, per la regia di Pietro Suber, e per alcune puntate del programma “Una giornata particolare” di Aldo Cazzullo per La7. Tra le sue ultime pubblicazioni vi sono le monografie: Nessuna misericordia. Storia della violenza fascista, Biblion, Milano, 2022 e Gli specialisti dell’odio. Delazioni, arresti, deportazioni di ebrei italiani, Giuntina, Firenze, 2021.

 

 

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